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Due volontarie della Croce Rossa aggredite a Teramo

La denuncia dell'Ugl Salute

Ugl Salute Abruzzo denuncia l’ennesima aggressione ai danni di un equipaggio questa volta della Croce Rossa Italiana di Teramo, impegnato in servizio di emergenza territoriale in convenzione con la centrale 118/Asl.

“Durante la serata di ieri, una paziente in evidente stato di alterazione ha aggredito le due volontarie dell’equipaggio del mezzo. L’episodio, che segue una serie ormai preoccupante di aggressioni sul territorio nazionale, innalza ulteriormente il livello di allarme per la sicurezza degli operatori sanitari nella provincia di Teramo”, fa sapere Matteucci.

“Non è più tollerabile che il personale impegnato nel soccorso venga aggredito mentre svolge il proprio lavoro – dichiara – Questo fatto ripropone inoltre il tema della composizione degli equipaggi: perché continuare a impiegare mezzi con solo due soccorritori? E perché — nonostante la convenzione con la ASL che prevede rimborso chilometrico, quota per intervento e presenza in standby — non è stato fornito alcun supporto alle ragazze durante la notte da parte della locale sezione Cri?”.

“Secondo quanto riferito, a causa dell’aggressione l’ambulanza convenzionata non è risultata più operativa per il resto della nottata, venendo meno agli obblighi previsti dalla convenzione Asl e riducendo la presenza di mezzi previsti sul territorio comunale da una legge regionale. Chi deve controllare tutto questo?”, chiede il sindacato.

Per l’Ugl, “il caso di Teramo non è isolato: in Italia, secondo le più recenti rilevazioni nazionali, si registrano ogni anno oltre 20.000 aggressioni ai danni del personale sanitario, tra strutture ospedaliere e servizi territoriali.
Un numero che, nonostante le recenti norme nazionali a tutela, conferma una vera e propria emergenza, amplificata da episodi legati a stati di alterazione dovuti ad alcool, stupefacenti e situazioni di forte disagio sociale soprattutto tra la fascia giovanile. UGL Salute Abruzzo esprime infine piena solidarietà e auguri di pronta guarigione alle due volontarie coinvolte nell’aggressione. La scia di violenze ai danni del personale sanitario deve essere fermata — conclude Matteucci — prima che la mancanza di sicurezza comprometta definitivamente la capacità di garantire il servizio di emergenza alla popolazione”.

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