
Tortoreto. L’Abruzzo coinvolto in un importante progetto di ricerca, volto alla coltivazione del tartufo bianco (tuber magnatum pico). Nell’elenco dei vivaisti italiani che hanno partecipato alla ricerca (messa in campo dalla Regione Toscana, in collaborazione con l’Università di Siena e il CNR di Pisa), c’è anche il nome di Angelo Teseo, di Tortoreto, titolare dell’impresa MicoVivai.
“Ho realizzato -dice Teseo che, circa 2 anni fa nel suo terreno di coltivazione, a Tortoreto, ha scovato un tartufo nero da record, dal peso di oltre 1 kg.- un procedimento che unisce tecniche vivaistiche a metodi di coltivazione in pieno campo. Sono già tre anni che mi dedico in questa paziente ricerca di produrre il tartufo bianco e posso affermare che non basta avere un pianta micorizzata per averlo.
Sono, comunque, incoraggiato a proseguire l’esperimento intrapreso, perché i dati raccolti, finora, mi inducono fiducia ed ottimismo. I prossimi anni di studio -conclude Teseo- saranno fondamentali per raggiungere l’obiettivo di perfezionare questa ambiziosa coltivazione del tartufo bianco pregiato”. Angelo Teseo ha una lunga esperienza e, soprattutto, è spinto da una grande passione per la coltura del prelibato fungo che assomiglia ad un tubero. Ha iniziato da giovanissimo come cavatore di tartufi per poi creare, nel 2011, la sua azienda, specializzata in piante da tartufo di qualità, certificando la micorizzazione e il DNA del tartufo inoculato, attraverso la convenzione con l’Università di Perugia, ente certificatore. In un terreno adatto e vocato come quello di Tortoreto, presto potrebbero crearsi le condizioni favorevoli per coltivare il tartufo bianco, il più raro, nonché più apprezzato e costoso. Il lavoro portato avanti da Angelo Teseo (con tanto di analisi molecolari e DNA), è stato preso in considerazione da importanti studiosi italiani del tartufo bianco, tanto da essere anche pubblicato in una rivista scientifica del settore.




