
Le Segreterie Territoriali di FP CGIL, FISASCAT CISL, UIL FP, UGL SALUTE e NURSIND esprimono profonda riprovazione per la gravissima ed unilaterale decisione assunta dalla cooperativa Sanitalia in merito al pagamento delle retribuzioni del mese di luglio.
Nonostante le rassicurazioni e gli impegni precisi assunti a seguito dell’incontro avvenuto giorni fa e dell’interlocuzione telefonica avvenuta alla presenza del Commissario Straordinario dell’ASP 1, Roberto Canzio durante la quale la cooperativa si era esplicitamente impegnata a saldare l’intero stipendio di luglio tra la giornata di oggi e domani Sanitalia ha deciso in totale autonomia di erogare ai propri dipendenti unicamente il 50% della mensilità. Il restante 50% è stato arbitrariamente rinviato alla prossima settimana, subordinandolo a futuri incassi dall’Ente.
Un’azione verticistica e scorretta, che contrasta nettamente con la condotta di altre realtà che gestiscono i servizi dell’Ente, come la cooperativa Assistenza 2000, che ha regolarmente provveduto al saldo integrale della mensilità di luglio a favore dei propri lavoratori. “Ci troviamo di fronte all’ennesimo, intollerabile strappo alle regole”, denunciano le Organizzazioni Sindacali. “A fronte del versamento di risorse economiche da parte dell’ASP 1, Sanitalia, cooperativa mandataria della RTI gestore dei servizi, ha scelto di testa sua di far cassa sulla pelle del proprio personale, scaricando ancora una volta il rischio d’impresa sulle famiglie dei dipendenti che da mesi lavorano in condizioni di estremo disagio”.
Si aggiunge un comportamento scandaloso da parte datoriale di una delle due cooperative a questa già complicata e drammatica vertenza: oltre a tutti i problemi che abbiamo più volte denunciato, si aggiunge l’atteggiamento vergognoso da parte di un datore di lavoro che ha l’obbligo di pagare gli stipendi, questa volta senza nemmeno la “scusa” di non aver ricevuto i soldi e mancando anche di una motivazione della scelta al proprio personale. Lavoratrici e lavoratori sono costretti a soffrire: da una parte un datore di lavoro che assume comportamenti “scorretti” e dall’altra le istituzioni che avevano promesso un piano B che ancora attendiamo, insieme allo scioglimento della riserva relativamente alla tesoreria pignorata.
Le Scriventi OO.SS. chiedono un immediato rientro da questa decisione con il saldo tempestivo del restante 50% a tutti i lavoratori interessati, riservandosi fin da ora di mettere in campo ogni azione di protesta e tutela legale e sindacale a garanzia delle lavoratrici e dei lavoratori dell’appalto.



