Veco Fonderie, la Fim-Cisl Teramo al fianco dei lavoratori dell’Ilva: “Non dimentichiamo la lezione di Martinsicuro”

Martinsicuro. La vicenda della Veco Fonderie come monito per il futuro dell’industria italiana e come motivo di solidarietà nei confronti dei lavoratori dell’Ilva. È il messaggio lanciato dalla Fim-Cisl di Teramo, che torna sulla chiusura dello stabilimento di Martinsicuro per richiamare l’attenzione sulle conseguenze sociali e occupazionali delle crisi industriali.
«La nostra piccola, micro Ilva», è il titolo scelto dal sindacato per sottolineare le analogie tra le difficoltà vissute dai lavoratori della storica fonderia abruzzese e quelle che oggi coinvolgono altri importanti poli industriali del Paese.
A distanza di circa dieci anni dalla chiusura della Veco, la ferita resta aperta per chi ha perso il lavoro, per le famiglie coinvolte e per un territorio che ha dovuto fare i conti con la scomparsa di una realtà produttiva significativa.
Nel documento, la Fim-Cisl evidenzia come le crisi industriali abbiano conseguenze che vanno ben oltre la chiusura degli impianti: alla perdita dell’occupazione si accompagnano l’impoverimento delle famiglie, l’indebolimento del tessuto sociale e l’incertezza sul futuro.
Il sindacato punta il dito anche sulle responsabilità della politica, sottolineando come il passaggio da governi di centrosinistra a esecutivi di centrodestra non abbia eliminato il rischio che siano proprio i lavoratori a sostenere il peso maggiore delle crisi.
«Quando una fabbrica chiude, non si spegne soltanto un impianto. Si spegne il futuro di chi ci lavora, si impoveriscono le famiglie, si spezzano legami sociali», si legge nel documento.
Da qui il richiamo alla vicenda della Veco, affinché esperienze simili non si ripetano e le vertenze industriali vengano affrontate con interventi concreti a tutela dell’occupazione.
La Fim-Cisl Teramo esprime quindi la propria vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori dell’Ilva, ribadendo che la difesa del lavoro deve andare oltre le appartenenze politiche.
«Non per convenienza. Non per propaganda. Ma per solidarietà di classe», sottolinea il sindacato, ricordando che il lavoro rappresenta un diritto fondamentale e una condizione essenziale per garantire dignità, reddito e prospettive alle famiglie.
Il documento si conclude con un interrogativo rivolto alle istituzioni e alla politica: «Cambiano i governi. Gli operai restano soli a pagare. Fino a quando?».
Per la Fim-Cisl Teramo, la vicenda della Veco deve rimanere un richiamo concreto alla necessità di tutelare l’occupazione, sostenere i lavoratori coinvolti nelle crisi industriali e impedire che intere comunità siano lasciate sole ad affrontarne le conseguenze.



