Tortoreto, Palazzo delle suore: la D’Amelio chiede al commissario Castelli di esercitare i poteri sostitutivi

Tortoreto. Libera D’Amelio (Tortoreto al Centro) accende i riflettori sul finaziamento comlessivo da 6 milioni di euro per l’adeguamento sismico e riqualificazione del vecchio Palazzo delle suore (ex Eca).
Lo scorso 22 gennaio, come sottolinea in una nota, la D’Amelio ha chiesto al Comune tutta la relativa docimentazione.
“Dalla documentazione trasmessa emerge un dato che non può e non deve essere sottovalutato”, sottolinea.
L’ordinanza n. 250 del 22 dicembre 2025 del Commissario Straordinario stabiliva con chiarezza che entro il 31 gennaio 2026 i soggetti attuatori — quindi il Comune di Tortoreto — avrebbero dovuto trasmettere all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione il cronoprogramma degli interventi, il
CUP e procedere alla nomina dei RUP, passaggi fondamentali per garantire il rispetto delle
tempistiche e la salvaguardia del finanziamento.
Il 4 febbraio 2026, rilevata tale previsione normativa, ho formalmente richiesto al Comune di conoscere se tali adempimenti fossero stati effettuati nei termini prescritti. La risposta ricevuta il 16 febbraio 2026 restituisce un quadro oggettivamente preoccupante:
la documentazione risulta infatti trasmessa all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione solo in data 5 febbraio 2026, dunque oltre la scadenza del 31 gennaio, e precisamente il giorno successivo alla
mia richiesta formale di chiarimenti.
Un elemento che impone una riflessione seria, istituzionale e politica. Perché la domanda che oggi molti cittadini inevitabilmente si potrebbero porre è semplice quanto legittima: senza l’intervento di controllo esercitato dal consigliere comunale, quell’adempimento
sarebbe stato comunque rispettato?
Ma vi è di più.
Nella stessa nota di trasmissione, il Comune di Tortoreto chiede contestualmente una proroga dei termini di avvio degli interventi, motivandola con la complessità dell’opera.
Ciò significa che, ancora prima dell’avvio concreto delle procedure previste dall’ordinanza — che impongono l’affidamento della progettazione entro il 31 marzo 2026 e l’avvio delle procedure di affidamento dei lavori entro il 30 novembre 2026 — si registra già un rallentamento formale del
percorso amministrativo.
In questo contesto appare doveroso evidenziare che un’attenta e costante attività di vigilanza politico-amministrativa sull’iter procedimentale, quale quella che il ruolo istituzionale dell’Assessore ai Lavori Pubblici, Arianna Del Sordo, naturalmente impone, avrebbe
verosimilmente consentito di prevenire ritardi e criticità oggi emerse, non solo con riferimento a
questa opera e si spera neppure per altri interventi strategici per il territorio.
Ed è qui che nasce la mia più grande dubbiosità.
Parliamo di 6 milioni di euro: risorse straordinarie, irripetibili, una vera occasione di rinascita
urbana e sociale per Tortoreto.
Risorse che non appartengono alla politica, ma ai cittadini.
Per questo, con senso di responsabilità e senza alcuno spirito polemico, ma con assoluta chiarezza istituzionale, rilevo che emergono oggi concreti elementi di criticità circa la capacità dell’ente attuatore di garantire il rispetto delle tempistiche stabilite dalla struttura commissariale.
Il rischio di perdere finanziamenti così rilevanti non può nemmeno essere contemplato.
Per tale ragione chiedo formalmente al Commissario Straordinario Sen. Guido Castelli di valutare l’attivazione dei poteri sostitutivi, assumendo direttamente il coordinamento e la gestione dell’intervento di riqualificazione del Palazzo Ex ECA, al fine di garantire certezza dei
tempi, tutela delle risorse pubbliche e realizzazione dell’opera nell’interesse esclusivo della
comunità.
Quando arrivano fondi così importanti, la politica ha un solo dovere: non rallentare, non rischiare, non sbagliare.
Io continuerò a svolgere fino in fondo il mio ruolo di controllo e vigilanza, perché quei 6 milioni di euro rappresentano una promessa fatta ai cittadini di Tortoreto — e le promesse pubbliche devono diventare realtà, non occasioni perdute.



