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Tortoreto, origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari: il consiiglio chiede azioni per una revisione

Tortoreto. Da un lato c’è la protesta, forte, degli agricoltori. Poi c’è anche un canale anche istituzionale, che parte dagli Enti e che punta a far pressione sulle istituzioni per modificare il codice doganale.

E rientra in questo obiettivo la recente delibera approvata, in maniera unanime, dal consiglio comunale di Tortoreto che punta proprio a chiedere le modifiche, in ambito nazionale comunitario del cosiddetto codice doganale.
La proposta è stata avanzata dall’assessorato all’agricoltura del Comune di Tortoreto, guidato dall’assessore Francesco Marconi, da sempre sensibile e vicino a quelle che sono le istanze della categoria e dei prodotti agricoli di qualità.
Il tema delle regole sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari. Al momento è fonte di scontro, ingatti, la norma europa che consente di poter trasformare, e poi vendere per italiano, sui mercati internazionali, prodotti che italiani non sono.
Norme che attribuiscono l’origine non preferenziale del prodotto all’ultimo Paese di trasformazione o lavorazione sostanziale, contribuiscono a generare effetti elusivi della disciplina con riguardo ai prodotti agroalimentari, come nell’esempio conosciuto dell’importazione di triplo concentrato di pomodoro rispetto al doppio avente come unica finalità quella di ottenere il marchio made in Italy sui prodotti di provenienza non nazionale acquisiti a basso costo.
La delibera approvata. In sede consiliare, come detto, è stata licenziata una delibera che prevede che il sindaco si attivi nei confronti dell’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni) a perché si faccia promotrice di tutte le azioni necessarie nelle competenti sedi istituzionali eurounitarie, anche tramite il Comitato europeo delle Regioni, affinché sia avviata la procedura di modifica della disciplina sull’origine del codice doganale e, in particolare, attraverso la revisione dell’articolo 60 del regolamento (UE) n. 952/2013, finalizzata all’esclusione dei prodotti agricoli e alimentari dall’ambito di applicazione della stessa e conseguentemente al fine di prevedere quale esclusivo criterio di individuazione dell’origine dei prodotti in parola l’indicazione del luogo di provenienza di cui al regolamento (UE) n. 1169/2011 per garantire la trasparenza e la corretta informazione ai consumatori.

Intraprendere, anche tramite ANCI, le opportune interlocuzioni con i parlamentari europei eletti nella circoscrizione elettorale di pertinenza del Comune affinché gli stessi siano resi edotti dell’iniziativa, sensibilizzandoli circa l’importanza della modifica della disciplina sull’origine doganale.
Sollecitare il Presidente della Regione affinché si attivi nell’ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome con il medesimo obiettivo di cui ai precedenti punti.

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