Tortoreto, emergenza idrica. La rete non è al passo con lo sviluppo avuto dalla città
L'analisi del Pd: “Dopo 10 anni di questa amministrazione, la rete idrica è ancora vecchia, squilibrata e con serbatoi insufficienti. Lo dicono i documenti”

Tortoreto. L’emergenza idrica che sta interessando Tortoreto riaccende il dibattito sulla capacità della rete di sostenere la crescita demografica e turistica del territorio.
Il Partito Democratico di Tortoreto interviene dopo l’invito rivolto dall’amministrazione comunale a cittadini e attività economiche a utilizzare l’acqua con parsimonia, chiedendo però che anche istituzioni ed enti gestori facciano la propria parte. E alla luce di una serie di criticità e problemi che si registrano, in quesgi giorni, per quanto concerne l’approvvigionamento idrico.
Al centro della nota del Pd c’è una criticità già evidenziata da Ruzzo Reti diversi anni fa. “Limitata autonomia dei serbatoi di Tortoreto” era infatti la definizione utilizzata nel 2016 per descrivere una situazione che, secondo i dem, a distanza di dieci anni non sarebbe stata ancora risolta.
A confermare le difficoltà della rete sarebbe anche un documento tecnico del dicembre 2025 relativo ai nuovi interventi infrastrutturali. Nel documento, secondo quanto riferito dal Pd, Tortoreto viene descritta come una città caratterizzata da un “forte sviluppo urbanistico senza un corrispondente adeguamento della rete idrica”. La rete viene inoltre definita “vecchia, squilibrata e con serbatoi insufficienti rispetto alla popolazione, soprattutto durante l’estate”.
Il problema, secondo il Partito Democratico, sarebbe legato proprio alla forte crescita del territorio negli ultimi anni. L’aumento delle abitazioni, delle strutture ricettive, delle seconde case e delle presenze turistiche avrebbe incrementato significativamente il fabbisogno idrico, senza che le infrastrutture abbiano seguito lo stesso ritmo di sviluppo.
Il Pd precisa che la gestione dell’acquedotto non è di competenza diretta del Comune e che le responsabilità tecniche fanno capo a Ruzzo Reti e agli altri enti competenti. Tuttavia, dopo quasi dieci anni di amministrazione, i democratici ritengono legittimo chiedere conto all’Amministrazione comunale delle iniziative intraprese per sollecitare gli investimenti necessari.
“Tortoreto è Comune socio di Ruzzo Reti – sottolinea il Pd – e partecipa alle sedi societarie, può conoscere gli atti e rappresentare le esigenze del territorio”. I democratici ricordano inoltre che l’Amministrazione comunale ha approvato negli ultimi esercizi i bilanci della società.
Secondo il Pd, dunque, il Comune dovrebbe assumere un ruolo più incisivo nei tavoli decisionali dove vengono programmati gli interventi sulla rete idrica. “Se siamo davvero, come questa Amministrazione ama ripetere, la ‘regina del turismo’ della costa abruzzese – si legge nella nota – dobbiamo riuscire a far pesare Tortoreto anche nei tavoli dove si decidono investimenti e infrastrutture”.
Gli interventi per il potenziamento della rete sono comunque in corso. I progetti relativi ai due nuovi serbatoi di Tortoreto Centro e Tortoreto Sud sono stati approvati il 6 marzo 2026. Il Pd evidenzia però come, durante l’attuale stagione estiva, il serbatoio di Tortoreto Centro risulti ancora nella fase di affidamento dei lavori.
Da qui la domanda rivolta all’Amministrazione: “In quasi 10 anni, cos’ha fatto per sollecitare gli interventi e far valere con forza le esigenze di Tortoreto presso Ruzzo e gli altri enti competenti?”.
Per il Pd, i riconoscimenti ottenuti dalla località turistica non possono prescindere dalla qualità dei servizi essenziali. “Le bandiere blu, verdi o gialle e i riconoscimenti danno lustro al nostro territorio – conclude la nota – ma una località turistica si misura soprattutto nei momenti di massima presenza, quando arrivano decine di migliaia di persone e i servizi devono funzionare”.
La posizione dei democratici è quindi netta: “I fatti dimostrano che Tortoreto continua ad avere infrastrutture idriche che non hanno tenuto il passo con lo sviluppo della città. E questo ogni estate penalizza la vivibilità di tutti”.



