Tortoreto, che fine ha fatto il pontile? Prima dei grandi progetti ci sono cose più urgenti
Tortoreto al centro pungola l'esecutivo e rilancia la questione delle barriere architettoniche

Tortoreto. “Che fine ha fatto il pontile della Del Sordo?”. C’è anche una dose di sarcasmo di natura politica dietro all’interrogativo, sibillino, che pone il gruppo consiliare Tortoreto al Centro (Libera D’Amelio, Martina Del Sasso) sull’idea del pontile.
“Per anni ce lo siamo sentiti raccontare come il simbolo di una nuova visione turistica: una passeggiata sul mare, un’opera capace di caratterizzare Tortoreto e rilanciarne l’attrattività. Un vero e proprio cavallo di battaglia”.
E oggi? Silenzio.
Nel frattempo, assistiamo a una corsa affannosa ad annunciare nuove opere, nuovi interventi, nuovi
progetti. Tutto urgente, tutto prioritario. Ma il pontile? Sparito dai radar.
Viene allora da chiedersi, con un filo di ironia ma anche con una punta di amarezza: quel cavallo di battaglia è forse diventato un mulo da soma stanco, lasciato improvvisamente in disparte?
Forse perché il pontile avrebbe inciso davvero sul comparto turistico — che non rientra direttamente nelle deleghe — e quindi, in una fase in cui si ragiona già in chiave di future
candidature e primarie, è stato più conveniente restare con i piedi ben saldi a terra, piuttosto che
avventurarsi sul mare.
Al di là delle strategie e delle narrazioni, però, c’è una realtà che non può più attendere.
Ricordiamo all’assessore Del Sordo che, prima dei grandi progetti simbolici, ci sono interventi
concreti e urgenti da portare a termine: l’eliminazione delle barriere architettoniche.
Non solo in via Napoli, ma anche in via 2 Giugno e in via Parri, già segnalate.
Il pontile può anche aspettare.
La sicurezza e l’accessibilità di una città davvero a misura di tutti — nessuno escluso — no”.






