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Interventi sull’area archeologica di piazza Sant’Anna, sarà pronta il prossimo anno VIDEO

Questa mattina la Soprintendenza e Comune hanno illustrato i lavori

Questa mattina, all’ipogeo, sono stati presentati ufficialmente gli interventi di conservazione e valorizzazione dell’area archeologica di piazza Sant’Anna, in corso di attuazione da parte della Soprintendenza ABAP per le Province di L’Aquila e Teramo.

In conferenza il sindaco Gianguido D’Alberto, il soprintendente Massimo Sericola e Vincenzo Montani per la Fondazione Tercas.

Interventi che hanno visto una grande sinergia tra enti, ognuno per le proprie competenze, e che si inseriscono in una più generale attività portata avanti dalla Soprintendenza e dal Comune di Teramo, con l’importante contributo della Fondazione Tercas, per tutelare e valorizzare il patrimonio archeologico e culturale della città.

Nello specifico oggi insistono sull’area tre finanziamenti per la realizzazione di altrettanti progetti: il primo, dell’importo di 458.000 euro a valere sulla Programmazione Straordinaria ai sensi della Legge 23/12/2014 n. 190, art. 1, commi 9 e 10 – Annualità 2022-2023-2024 – riguarda interventi di restauro sulle strutture archeologiche e sugli apparati decorativi della domus e dell’antica Cattedrale di Santa Maria Aprutiensis, i cui lavori sono attualmente in fase di affidamento. ⁠Il secondo, dell’importo di 2.700.000 euro e finanziato a valere sul Fondo di Sviluppo e Coesione 2021-2027, riguarda la riqualificazione del sito archeologico di piazza Sant’Anna ai fini della valorizzazione e fruizione dell’area e nasce dall’apposito studio di fattibilità commissionato nel 2021 dalla Fondazione Tercas a seguito dell’avvio di un’interlocuzione fra Soprintendenza e Comune e Fondazione. Con il finanziamento FSC si andrà a realizzare il progetto di riqualificazione della copertura del sito archeologico, di cui è in corso di sviluppo la progettazione esecutiva. ⁠Il terzo, dell’importo di 250.000 euro, riguarda infine interventi di restauro conservativo, valorizzazione e fruizione del sito archeologico. Con il finanziamento, in particolare, verrà garantito il completamento dei restauri al fine di ripristinare lo stato conservativo dell’area archeologica. La progettazione è già stata realizzata e nei prossimi mesi si procederà all’affidamento dei lavori, compatibilmente con il cronoprogramma delle altre attività in essere.

Nei prossimi giorni, per quel che concerne l’intervento di riqualificazione della copertura del sito archeologico, verranno intraprese attività di condivisione del progetto con la cittadinanza, mediante pubblicazione sul sito web della Soprintendenza dei primi elaborati relativi al progetto di fattibilità tecnico-economica già a disposizione; tali documenti saranno raggiungibili anche mediante apposito link sul sito del Comune, e sarà possibile esprimere valutazioni e dare suggerimenti utili per la successiva fase di progettazione esecutiva, nel rispetto degli obiettivi e tempistiche del finanziamento e nell’ambito di quanto già sviluppato a livello progettuale; questa fase di confronto con la cittadinanza si pone in continuità con quanto già avvenuto in occasione della presentazione di altre importanti opere pubbliche particolarmente care alla comunità, come la rifunzionalizzazione del teatro romano

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Alla conferenza stampa hanno partecipato anche i RUP – l’architetto Valerio Piovanello e la dott.ssa
Gilda Assenti – la funzionaria architetta Carla Pancaldi e il progettista dell’intervento finanziato con il Fondo di Sviluppo e Coesione 2021-2027, ing. Stefano Podestà, che hanno illustrato i lavori che verranno realizzati e gli Assessori ai Lavori Pubblici e alla Cultura Marco Di Marcantonio e Stefania Di Padova.

Il sito archeologico di piazza Sant’Anna è caratterizzato dai resti di una domus romana databile tra la fine dell’età repubblicana e il primo impero e dai soprastanti resti dell’antica Cattedrale di Santa Maria Aprutiensis.
Gli ambienti della domus romana si articolano intorno ad un quadriportico interno, probabilmente il peristilio, che conserva una vasca in muratura avente come rivestimento interno un cocciopesto di grosso spessore e un fondo in opus spicatum, cioè realizzato con piccoli laterizi posti di taglio. I tre ambienti rinvenuti presentano pavimenti in battuto cementizio a base lapidea e a base fittile, con decorazioni geometriche a tessere nere e bianche, a seconda dei vani, e conservano altresì intonaci dipinti colorati. L’antica Cattedrale ha uno sviluppo basilicale a tre navate con abside centrale e fu incendiata e distrutta con l’assedio normanno del XII secolo; il primo impianto è probabilmente risalente alla fase altomedievale, con una fase di ristrutturazione e ampliamento nel IX-X secolo.

Per la Soprintendenza, le opere si concluderanno entro il prossimo anno o al massimo nei primi mesi del 2028.

Anja Cantagalli

Giornalista, dronista, videomaker

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