Sentenza Consiglio di Stato. Insieme per Nereto “Certificata la correttezza degli anni delle vecchie amministrazioni”

Nereto. Il Consiglio di Stato ha definitivamente escluso ogni responsabilità del Comune di Nereto nella vicenda relativa alle opere di urbanizzazione dell’area “Lago Verde”, ribaltando la precedente decisione del Tar Abruzzo e respingendo integralmente la richiesta di risarcimento avanzata dalla società Centro Servizi Val Vibrata Srl.
Dal gruppo di minoranza, Insieme per Nereto, arriva un commento sulla sentenza “che sottolinea come la sentenza della Quarta Sezione del Consiglio di Stato (n. 8657/2025) abbia confermato la correttezza dell’operato amministrativo del Comune, ponendo fine a una vicenda che per anni è stata al centro del confronto politico cittadino”.
“Secondo quanto evidenziato nella pronuncia, dalle convenzioni urbanistiche sottoscritte nel 2003 e nel 2004 non derivava alcun obbligo per il Comune di sostituirsi ai soggetti privati nella realizzazione delle opere di urbanizzazione, ma esclusivamente una facoltà di intervento. L’onere principale, rilevano i giudici, ricadeva sul Consorzio delle imprese lottizzanti, del quale faceva parte anche la società ricorrente.
Per questo motivo il Consiglio di Stato ha escluso “in radice” qualsiasi forma di inadempimento da parte dell’ente, annullando la precedente condanna pronunciata dal Tar e respingendo la domanda risarcitoria.
La sentenza chiarisce inoltre che il blocco dei lavori per la strada del “Lago Verde” è riconducibile esclusivamente alle omissioni del Consorzio privato delle imprese lottizzanti e non a responsabilità delle amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo.
“L’esito del giudizio – affermano gli esponenti dell’opposizione – ristabilisce definitivamente il quadro giuridico della vicenda. Per anni sono state attribuite alle amministrazioni del passato responsabilità che oggi il Consiglio di Stato ha escluso. I giudici hanno confermato che gli atti adottati erano pienamente legittimi e che il Comune era tutelato dalle convenzioni urbanistiche, che prevedevano una semplice facoltà e non un obbligo di intervento”.
Alla luce della decisione, gli stessi esponenti politici invitano ora a “chiudere definitivamente una polemica durata troppo a lungo” e a concentrare l’attenzione “sui problemi concreti del paese e sull’attività amministrativa, nell’interesse della comunità di Nereto”.



