
Alba Adriatica. L’amministrazione si sveglia dopo tre anni di silenzi. Valerio Caserta, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, prende posizione sulla recente sorta dell’esecutivo che in maniera ufficiale ha chiesto il ripristino del posto di polizia estivo, ma anche un commissariato di polizia fisso nella cittadina costiera.
“La richiesta”, sottolinea Caserta, “arriva quando la questione è ormai esplosa. Ma è bene dirlo con chiarezza: noi dell’opposizione lo chiediamo dal 2023, con interrogazioni, mozioni e proposte concrete. Abbiamo ricevuto solo risposte vaghe e rimpalli burocratici, mentre la città affrontava malamovida, degrado e una crescente percezione di insicurezza.
Oggi si inviano lettere al Prefetto e al Questore, ma dove era il Comune quando chiedevamo di agire? Emblematico quanto accaduto nel giugno 2023: durante una mia interrogazione consiliare, chiesi chiarimenti sul presidio di Polizia estivo ad Alba Adriatica. La Sindaca si limitò a rispondere che il presidio non esisteva più, sostituito da un generico coordinamento, e che si stava lavorando affinché tornasse in città. Ma la realtà dei fatti è stata ben diversa: il giorno successivo arrivò la notizia ufficiale che il coordinamento sarebbe stato spostato a Martinsicuro, privando Alba Adriatica di una presenza fondamentale per la sicurezza. Un passaggio che testimonia quanto l’azione amministrativa sia stata improvvisata e distante dalle reali esigenze della comunità, con conseguenze che pesano sulla sicurezza di tutti.
Politiche nazionali. Negli ultimi giorni la Sindaca ha dichiarato che “le politiche nazionali non producono risposte sufficienti” e che “il problema non può essere ridotto a slogan”. Vero, ma l’articolo 54 del TUEL è chiaro: il Sindaco, quale ufficiale del Governo, ha il dovere di adottare provvedimenti urgenti per prevenire e eliminare gravi pericoli che minacciano la sicurezza urbana. Questo significa che non basta scrivere lettere: occorre agire, coordinare la polizia locale con le forze statali, emanare ordinanze efficaci e predisporre misure concrete. E non dimentichiamo l’articolo 118 della Costituzione: il principio di sussidiarietà impone che ogni ente faccia tutto ciò che è nelle proprie competenze per garantire sicurezza e ordine.
Dal 2023 abbiamo chiesto il potenziamento immediato della polizia locale, l’ampliamento della videosorveglianza, controlli rigorosi su alcol e affitti brevi e un presidio fisso della Polizia di Stato. Tutte proposte rimaste lettera morta. Ogni estate si ripete lo stesso copione: annunci, rimpalli e soluzioni tampone.
Ora siamo alle soglie della stagione turistica e tutto sembra muoversi come negli anni precedenti: si dà risalto alla richiesta di ripristino, quando la vera battaglia doveva essere fatta per non perdere quel presidio. Si rincorre il tempo, mentre la città continua a subire le conseguenze di scelte tardive.
E non è tutto. Sono anni che chiediamo un vero tavolo di confronto con opposizione e cittadini, per discutere in modo trasparente e condiviso le strategie di sicurezza. Dopo due anni di richieste, è stato istituito un “Osservatorio sulla Sicurezza”, presentato come strumento di partecipazione e monitoraggio. Ma a distanza di mesi, quell’osservatorio è rimasto lettera morta: nessuna convocazione, nessun piano operativo, nessun coinvolgimento reale. Un’altra promessa che si aggiunge alla lunga lista di iniziative annunciate e mai attuate”.
L’ultimo tavolo operativo con prefettura e forze dell’ordine si è tenuto l’8 agosto 2025, presieduto dal viceprefetto vicario Alberto Di Gaetano, con la partecipazione della Sindaca Casciotti, dei vertici di polizia di stato, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale. In quell’occasione furono decisi servizi interforze ad alto impatto, l’installazione di una stazione mobile dei Carabinieri ad Alba Adriatica, controlli sugli affitti brevi e sulla somministrazione di alcol ai minori e il potenziamento della videosorveglianza. Misure importanti, ma nessuna delle azioni strutturali che chiediamo da tre anni è stata attuata. Dopo quell’incontro, il silenzio. Nessuna continuità, nessun piano strategico.
“Non basta scrivere lettere: serve un Piano Sicurezza Comunale che preveda una task force interforze convocata entro pochi giorni, un incremento immediato della Polizia Locale con fondi già stanziati, un sistema di videosorveglianza integrato entro tempi certi e un regolamento anti-malamovida con controlli sistematici e sanzioni certe. Non è più tempo di proclami, né di rincorrere emergenze: è tempo di responsabilità. La sicurezza non si mendica, si garantisce. E chi governa ha il dovere di farlo, senza alibi e senza ritardi. Noi chiediamo che il Sindaco convochi in tempi brevi un nuovo tavolo operativo con Prefettura e Forze dell’Ordine e dia finalmente vita all’Osservatorio sulla Sicurezza, trasformandolo da slogan in strumento concreto. Alba Adriatica non può più vivere di illusioni, ma di fatti reali”.



