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Teramo

Scuole nelle frazioni: il gruppo Prospettiva Atri replica al vicesindaco

Atri. I servizi scolastici non si misurano sui comunicati, ma quando una famiglia deve scegliere dove mandare a scuola un figlio». Prospettiva Atri torna sulla questione delle scuole delle frazioni e replica alle dichiarazioni del vicesindaco e assessore all’Educazione e Istruzione pubblica, Domenico Felicione, che aveva definito “propaganda” le osservazioni sollevate dall’opposizione.

Al centro del confronto c’è innanzitutto la situazione della scuola primaria di Casoli e, più in generale, la mobilità scolastica dei bambini residenti nelle frazioni. Prospettiva Atri precisa di non aver sostenuto che quest’anno bambini residenti a Casoli frequentino la primaria di Notaresco, come invece avrebbe puntualizzato Felicione, ma di aver posto il tema degli alunni residenti nelle frazioni di Atri che scelgono istituti fuori Comune e del futuro dei plessi periferici.

«È lo stesso Felicione – sostiene l’opposizione – a confermare l’esistenza di cinque bambini provenienti da altre frazioni». Secondo Prospettiva Atri, quindi, la questione sollevata non verrebbe superata dalla precisazione relativa a Casoli, ma riguarderebbe più ampiamente le frazioni del territorio.

Il gruppo di opposizione richiama inoltre le competenze del vicesindaco, che comprendono l’Educazione e l’Istruzione pubblica, i servizi scolastici e il trasporto scolastico dell’intero Comune di Atri.

Il nodo del tempo pieno e del trasporto scolastico

Un altro punto contestato riguarda il tempo pieno. Felicione avrebbe attribuito la mancata attivazione esclusivamente all’organico assegnato dall’Ufficio scolastico, sostenendo inoltre che il Comune avrebbe già garantito mensa e trasporto.

Secondo Prospettiva Atri, tuttavia, durante gli incontri con i cittadini il sindaco avrebbe evidenziato i costi rilevanti del trasporto scolastico, precisando che, anche in caso di attivazione del tempo pieno ad Atri centro, non sarebbe garantito il collegamento dalle frazioni verso il capoluogo e viceversa.

Da qui la domanda rivolta all’amministrazione: il trasporto scolastico per consentire ai bambini delle frazioni di usufruire del tempo pieno ad Atri sarà garantito oppure no?

Per l’opposizione, la risposta è fondamentale, perché l’eventuale assenza del trasporto potrebbe incidere concretamente sulla possibilità delle famiglie di utilizzare il servizio.

Il gruppo richiama anche la situazione finanziaria dell’ente, evidenziando come nel Documento unico di programmazione siano previste, tra le misure legate al riequilibrio, la «revisione del servizio di trasporto scolastico» e l’«accorpamento punti cottura mense scolastiche».

Il doposcuola: «Qual è la posizione dell’amministrazione?»

Il confronto si sposta poi sul doposcuola. Felicione avrebbe ricordato che il servizio era stato programmato già nell’anno scolastico 2018/2019, ma che il progetto aveva incontrato difficoltà pratiche o di adesione.

Prospettiva Atri mette però a confronto questa ricostruzione con quanto riportato nei documenti di programmazione comunale. Nel DUP 2026-2028, infatti, viene indicato che «sarà attivato un servizio di doposcuola pomeridiano con relativo servizio mensa». La stessa previsione, secondo l’opposizione, compare anche nel DUP 2027-2029.

La domanda non è polemica – afferma Prospettiva Atri –: è vero ciò che dice Felicione o ciò che dice Ferretti?». L’opposizione chiede quindi maggiore coerenza tra le dichiarazioni degli amministratori e gli obiettivi inseriti nei documenti ufficiali dell’ente.

«Servono i dati sulla mobilità scolastica»

Prospettiva Atri contesta anche il dato relativo agli studenti provenienti dai Comuni limitrofi che frequentano le scuole atriane, citato dal vicesindaco come elemento positivo.

Secondo il gruppo, il dato sarebbe significativo soltanto se accompagnato da quello relativo agli studenti residenti ad Atri che frequentano scuole fuori Comune. «Dire soltanto quanti entrano – sostiene l’opposizione – significa descrivere una sola metà del fenomeno».

Da qui la richiesta di conoscere il saldo effettivo della mobilità scolastica, compresi gli eventuali alunni atriani iscritti nelle scuole di Silvi, Pineto e degli altri Comuni limitrofi.

«Il problema è riconosciuto dallo stesso Comune»

L’opposizione conclude richiamando ancora una volta il DUP e, in particolare, il capitolo dedicato ai «Plessi scolastici delle frazioni».

Secondo Prospettiva Atri, lo stesso documento comunale riconosce le criticità legate alla mobilità degli studenti e indica tra gli obiettivi l’attivazione di servizi come doposcuola e mensa e la necessità di «evitare al massimo la mobilità degli studenti».

«Il problema della mobilità scolastica delle frazioni non nasce da un comunicato dell’opposizione – sottolinea il gruppo –. È già scritto nei documenti programmatici del Comune».

La richiesta finale dell’opposizione riguarda quindi il futuro dei servizi scolastici nelle frazioni e, più in generale, le prospettive per le famiglie atriane. «Quale futuro devono aspettarsi i bambini atriani? E soprattutto, quali servizi saranno realmente disponibili nel prossimo futuro a tutela delle famiglie?».

Per Prospettiva Atri, servono risposte coerenti tra quanto dichiarato dall’assessore competente, quanto affermato dal sindaco e quanto previsto nei documenti ufficiali dell’amministrazione.

Nei documenti viene inoltre evidenziata la presenza di criticità legate alla mobilità degli studenti delle frazioni, indicando tra gli obiettivi quello di «evitare al massimo la mobilità degli studenti».

A ciò si aggiungono le dichiarazioni attribuite al sindaco, che avrebbe prospettato l’attivazione del doposcuola a Casoli dal prossimo anno scolastico, con l’obiettivo di rendere il plesso più competitivo rispetto alle scuole dei Comuni vicini.

 

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