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Teramo

Sant’Omero, ospedale Val Vibrata: il Comitato civico apprezza attività 2025 e guarda alle scelte del futuro

Sant’Omero. Il Comitato Civico per la tutela dell’ospedale Val Vibrata esprime pieno apprezzamento per l’attività svolta dal nosocomio vibratiano nel corso dell’anno 2025.

Pur a fronte di un lieve calo degli accessi al pronto soccorso e dei ricoveri, i risultati complessivi restano significativi e del tutto apprezzabili per una struttura di dimensioni contenute come quella del Val Vibrata. Circa 26.500 accessi al pronto soccorso e poco meno di 6.000 ricoveri rappresentano infatti numeri tutt’altro che marginali.

Va tuttavia evidenziato come su tali risultati abbia inciso in modo rilevante il lungo periodo di accorpamento tra Chirurgia e Ortopedia che, nei tre mesi estivi, ha sottratto alla struttura ben 18 posti letto. Un provvedimento che, in un comprensorio caratterizzato da un forte afflusso turistico estivo – stimabile intorno ai due milioni di presenze – appare espressione di grave miopia amministrativa, se non di vera e propria sconsideratezza.

Il Comitato intende fin d’ora sensibilizzare le istituzioni del territorio – sindaci e consiglieri regionali – così come i corpi intermedi, dai partiti politici ai sindacati e al terzo settore, affinché quanto accaduto nel 2025 non si ripeta. Una situazione che ha messo in seria difficoltà gli operatori dell’ospedale, impegnati quotidianamente in una preziosa attività assistenziale al servizio dei cittadini.

Per quanto riguarda il punto nascite, parametro notoriamente decisivo nella valutazione del servizio, i 540 parti registrati nell’anno appena concluso rappresentano un risultato senz’altro adeguato. È vero che si registra un calo di circa 80 parti rispetto all’anno precedente, ma tale dato va letto alla luce del generale fenomeno della denatalità e, soprattutto, della trasformazione dell’unità da UOC a UOS.

Su questo tema il Comitato continuerà a mantenere alta l’attenzione, ritenendo il provvedimento assunto ingiusto e illogico. Se la motivazione principale è stata quella di garantire alla UOC di Ostetricia-Ginecologia di Teramo un numero di parti superiore a 1.000 – quest’anno intorno a 1.200 – al fine di legittimare l’istituzione della Terapia Intensiva Neonatale, allora sarebbe opportuno intervenire direttamente sul singolo reparto teramano. Nonostante i suoi 28 posti letto, esso presenta verosimilmente una produttività in termini di nascite non elevata, circostanza che contribuisce in larga parte alla consistente mobilità passiva verso altre strutture, stimabile in circa 600 parti annui. Mobilità che dipende solo in minima parte dall’assenza della Terapia Intensiva Neonatale, fattore rilevante soprattutto per le gravidanze a rischio.

È dunque a Teramo che occorre migliorare l’organizzazione e l’offerta, poiché il risultato ottenuto rendendo l’Ostetricia del Val Vibrata una semplice “articolazione” di quella teramana appare forzato e artificioso, e come tale esposto a un inevitabile peggioramento nel tempo. Il Comitato ribadisce inoltre l’importanza della presenza continuativa di un primario, quale garanzia di migliore funzionalità e qualità dell’attività svolta, come del resto suggerito da un recente intervento sulla stampa dell’Assessore Verì, in cui veniva esaltato il ruolo della nuova primaria dell’Ostetricia-Ginecologia di Lanciano.

Accanto al punto nascite, saranno diverse le istanze che il Comitato porterà avanti nel corso del 2026, con l’unico obiettivo di tutelare i cittadini e gli stessi operatori sanitari dell’ospedale. Sempre in ambito materno-infantile, non può essere trascurata la grave carenza di medici nel reparto di Pediatria, problematica che deve essere risolta con urgenza.

Un’altra criticità rilevante riguarda l’AFO Medica, che riunisce Medicina Interna e Cardiologia. In entrambe le unità la carenza di personale medico è significativa e incide non solo sull’attività ordinaria, ma anche sulla Guardia medica notturna e festiva, attualmente difficilmente sostenibile. A oggi sono in servizio soltanto tre cardiologi, oltre a un medico in formazione con contratto a termine, e cinque internisti più il direttore: numeri assolutamente insufficienti, anche se confrontati con unità operative analoghe degli altri presidi dell’ASL. Una situazione incomprensibile e ingiustificata, da imputare alle strutture amministrative di riferimento, a partire dai dipartimenti, che sembrano non considerare adeguatamente le ricadute di tali scelte sui cittadini e sugli operatori, né le responsabilità connesse a eventuali criticità nei percorsi assistenziali.

Per altre problematiche, invece, si intravedono segnali positivi. In particolare, per la Rianimazione e il Pronto Soccorso, il Comitato segnala con grande soddisfazione il ritiro delle annunciate dimissioni della giovane e valida responsabile.

Accanto alle questioni di personale, il Comitato tornerà a occuparsi delle criticità strutturali dell’ospedale, a partire dagli spazi ormai inadeguati e insufficienti ad accogliere tutti i posti letto assegnati dalla Regione. Particolare attenzione sarà rivolta anche all’adeguamento degli spazi del Pronto Soccorso, necessario per migliorare la degenza dei pazienti in Osservazione Breve.

Lo sguardo del Comitato si estenderà inoltre alla Medicina Territoriale, a cominciare dal Centro di Salute Mentale di Sant’Egidio, che sembra attraversare un periodo di difficoltà legato a conflittualità interne e a diversi trasferimenti, condizioni inaccettabili per un servizio pubblico essenziale.

Queste saranno le principali questioni che il Comitato Civico per la tutela dell’Ospedale Val Vibrata seguirà nei prossimi mesi, con il consueto impegno civico e nell’esclusivo interesse della collettività, respingendo al mittente ogni accusa di strumentalizzazione politica di un settore che dovrebbe esserne immune. Accuse che, peraltro, potrebbero essere rivolte ad altre figure istituzionali, apparentemente coinvolte in operazioni poco chiare che hanno riguardato il nostro ospedale.

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