Sant’Egidio, “legami di comunità”: accoglienza orientativa sul territorio per moda e meccanica

Sant’Egidio alla Vibrata. Quattro giornate esperienziali con laboratori attivi tra Valle Castellana e Garrufo per l’accoglienza delle classi del biennio dell’ITT Primo Levi.
Si chiama “Legami di Comunità” il progetto promosso dall’Istituto diretto da Lucia Condolo con il sostegno di Fondazione Tercas e USR Abruzzo.
Non solo montagna. Il progetto nasce in collaborazione con il territorio: Croce Verde di Valle Castellana, ONLUS Vieni e Seguimi di
Garrufo, realtà locali e artigiani del sapere come la maestra Leonilde Ferretti.
L’obiettivo è trasformare i primi giorni di scuola in un percorso di orientamento e socializzazione per prevenire dispersione, bullismo,
cyberbullismo e dipendenze, lavorando su educazione civica e sviluppo bio-psico-sociale.
I laboratori
Cura e memoria del paesaggio. Sempre a Valle Castellana. Racconto del castagneto, realizzazione di mandala naturali con elementi già caduti
a terra, foto documentaria, momento della cura con la Croce Verde locale. Attività che lega la filiera Moda al tema della sostenibilità,
del riuso e del rispetto del paesaggio. Principio: nulla resta, tutto torna
Esploratori di creatività – tra meccanica e paesaggio. A Valle Castellana. Orienteering e storytelling, una giornata pensata per la
filiera meccatronica, un ingranaggio narrativo tra paesaggio e racconto corale del bosco con il supporto della Croce verde di Valle
Castellana.
Sentieri Creativi – Accoglienza, Cura, Inclusione e Socializzazione. Nella ONLUS Vieni e Seguimi a Garrufo. È il modulo comune per
l’intero biennio. Accoglienza in sede, giochi di conoscenza e socializzazione, laboratori sulla gentilezza, sport all’aperto, pranzo
condiviso e restituzione di gruppo attraverso la drammatizzazione dell’esperienza.
La logica del progetto è chiara: un ragazzo che impara ad orientarsi in un bosco, a saperlo ascoltare, a prendersi cura di un luogo, a collaborare coi compagni lungo un sentiero, e a stare in un gruppo reale, ha più strumenti per non perdersi a scuola o lungo il cammino della giovinezza, per non isolarsi e per non rifugiarsi in dinamiche di prevaricazione online e offline.
Non lezione frontale, ma esperienza diretta. Non accoglienza in aula, ma costruzione di legami con la comunità.



