Sant’Egidio alla Vibrata, opposizione: “in maggioranza crepe sempre più evidenti”
Consiglieri che scrivono, ex candidati che lasciano, assessori che chiedono di sapere

Sant’Egidio alla Vibrata. Dopo poco più di due anni di amministrazione Amatucci, il gruppo consiliare di minoranza “Insieme per Sant’Egidio” accende i riflettori sulle tensioni interne alla maggioranza e parla di “crepe” che, a suo giudizio, non possono più essere considerate episodi isolati.
A intervenire sono i consiglieri comunali Luigino Medori e Simona Giovannini, che prendono spunto da una serie di vicende emerse negli ultimi tempi per mettere in discussione la compattezza della squadra di governo.
Secondo i due esponenti della minoranza, un primo elemento di criticità sarebbe rappresentato dalle ripetute prese di posizione pubbliche di un consigliere comunale di maggioranza, che avrebbe scelto di affidare a lettere ufficiali e comunicazioni pubbliche le proprie contestazioni sull’operato dell’amministrazione. La minoranza sottolinea inoltre come alcune delle criticità sollevate si sarebbero successivamente rivelate infondate.
A questo si aggiunge, secondo quanto riportato da Medori e Giovannini, la decisione di tre candidati consiglieri che avevano sostenuto il progetto politico del sindaco Amatucci di prendere ufficialmente le distanze dalla maggioranza, dichiarando di non condividere più il metodo di amministrazione del Comune.
L’ultimo episodio citato riguarda invece un assessore della stessa amministrazione, che avrebbe scritto formalmente ai dirigenti comunali per chiedere di essere informato sugli atti, i provvedimenti e la corrispondenza relativi alle deleghe di propria competenza.
Per la minoranza si tratta di “tre episodi diversi” che, considerati nel loro insieme, restituirebbero l’immagine di una maggioranza nella quale il confronto interno appare sempre più difficile.
“In una squadra di governo dovrebbe esserci confronto, condivisione e comunicazione tra sindaco, assessori e consiglieri», sostengono i consiglieri di “Insieme per Sant’Egidio”, secondo i quali eventuali divergenze dovrebbero essere affrontate principalmente nelle sedi del confronto politico e istituzionale.
La minoranza precisa di non voler entrare nel merito delle singole vicende, ma rivendica il proprio ruolo nel segnalare quanto emerge pubblicamente e nel porre una domanda sulla tenuta della maggioranza: “Quanto è ancora coesa questa maggioranza e quanto riesce realmente a governare come una squadra?”.
Nel documento vengono quindi richiamati i diversi segnali che, secondo Medori e Giovannini, evidenzierebbero uno scollamento tra consiglieri, assessori e sindaco: dalle contestazioni pubbliche di un esponente della maggioranza, alle prese di distanza di alcuni ex candidati, fino alla richiesta formale di un assessore agli uffici comunali.
Secondo il gruppo di opposizione, Sant’Egidio avrebbe invece bisogno di «programmazione, chiarezza, responsabilità» e di una squadra di governo capace di confrontarsi e assumere decisioni nell’interesse della comunità.
“Non siamo certo noi a decretare la fine di questa esperienza amministrativa”, affermano i consiglieri, “ma le molte crepe sono ormai visibili e sarebbe un errore, da parte della maggioranza, far finta di non vederle”.
La minoranza conclude sottolineando che, quando una maggioranza arriva a comunicare sempre più attraverso lettere, documenti e prese di distanza anziché attraverso il confronto interno, “il problema non è più soltanto politico: diventa un problema di governo”.
L’auspicio espresso da Medori e Giovannini è quindi quello di un’amministrazione capace di dialogare al proprio interno, condividere le scelte e definire con maggiore chiarezza la direzione da imprimere al futuro di Sant’Egidio.



