
Giulianova. Nei giorni scorsi Evoluzione Sostenibile ha effettuato un sopralluogo nell’area dello stabilimento balneare “Rosso di Sera”, constatando una situazione di degrado ben più grave di quanto possa apparire a una semplice osservazione dall’esterno.
Al di là delle vicende amministrative e giudiziarie che negli ultimi anni hanno interessato la concessione demaniale, ciò che colpisce è lo stato di abbandono in cui versa una delle aree più visibili del lungomare. Non si tratta solo di una spiaggia non valorizzata o di una struttura inutilizzata. All’interno e nelle immediate vicinanze dello stabilimento sono presenti rifiuti di vario genere, vegetazione incolta, tronchi di palma tagliati e lasciati sul posto da anni e numerosi elementi che contribuiscono a trasmettere un’immagine di incuria incompatibile con il contesto circostante. Particolarmente grave è la situazione dei servizi igienici, dove una tazza del WC risulta divelta e abbandonata sull’arenile prospiciente il lungomare, mentre all’interno del locale sono presenti tracce di utilizzi impropri e condizioni igieniche incompatibili con il decoro che dovrebbe caratterizzare un’area posta nel cuore del lungomare.
Preoccupanti sono gli aspetti legati alla sicurezza. La struttura presenta evidenti danneggiamenti. In particolare, la scala che conduce al piano superiore risulta parzialmente distrutta, senza che siano state adottate misure idonee a impedirne l’accesso. Una situazione che meriterebbe un intervento immediato, almeno sotto il profilo della messa in sicurezza.
Anche la spiaggia prospiciente lo stabilimento si presenta in condizioni che contrastano vistosamente con quelle delle aree limitrofe. La presenza diffusa di vegetazione spontanea crea infatti un’immagine difficilmente conciliabile con quella che una località balneare dovrebbe offrire nel pieno della stagione estiva.
Da anni sentiamo ripetere che il turismo rappresenta il principale motore dell’economia giuliese. È una tesi che meriterebbe qualche approfondimento ma, anche volendo accettarla integralmente, resta una domanda alla quale l’amministrazione Costantini dovrebbe rispondere: come si può sostenere che il turismo sia strategico per il futuro della città e, allo stesso tempo, tollerare nel cuore del lungomare uno stato di incuria incompatibile con l’immagine di città turistica che si continua a promuovere?
La situazione del Rosso di Sera dovrebbe inoltre rappresentare un monito per quanto riguarda gli stabilimenti Arlecchino e Costa Verde. Le vicende che li riguardano, dolorose per i concessionari e per i fruitori degli stabilimenti, seguiranno il loro percorso nelle sedi competenti, ma proprio l’esperienza del Rosso di Sera dimostra quanto sia importante prevenire l’abbandono e gli atti vandalici attraverso adeguati servizi di vigilanza e controllo del territorio.
Sarebbe auspicabile che, almeno questa volta, si intervenisse sulle cause del problema e non solo sui suoi effetti, evitando di ricorrere a soluzioni esteticamente impattanti come le recinzioni metalliche adottate nel caso dell’Arlecchino, che oggi rappresentano esse stesse un elemento di degrado del paesaggio urbano.







