
Roseto. Venerdì 10 aprile i lavoratori e le lavoratrici della Salpa di Roseto incroceranno le braccia per unosciopero di 4 ore (articolato alla fine di ogni turno di lavoro) e daranno vita a un presidio di protesta all’esterno dei cancelli dello stabilimento.
Una mobilitazione compatta e inevitabile per mantenerealta l’attenzione su una situazione di incertezza ormai intollerabile e contro l’atteggiamento diun’azienda che si sottrae a corrette relazioni sindacali.
I lavoratori sono stanchi di essere presi in giro. Ad oggi, ci troviamo di fronte al paradossoinaccettabile di non sapere nemmeno chi sia l’amministratore delegato dell’azienda: un’assenza diinterlocutori che aggrava un quadro già fortemente critico. A questo vuoto dirigenziale si unisconole nostre forti preoccupazioni per le sorti della produzione. Guardiamo con estremo timore alladiminuzione dei contratti di conferimento da parte dei produttori agricoli da cui immaginiamoderiverà una riduzione dei volumi previsti per il 2026.
A peggiorare ulteriormente le cose la direzione ha deciso di tirare dritto sullo spostamento delreparto confezionamento ad Alanno. Vogliamo essere chiari e smentire ogni narrazione illusoria: sitratta di un’operazione che non crea affatto nuova occupazione ma si limita a spostare lavoroprecario da una provincia all’altra. I fatti lo dimostrano ampiamente: da Roseto ad Alanno si sonotrasferite pochissime persone e, per di più, esclusivamente con contratti a tempo determinato.
Tutto questo sta avvenendo nel silenzio più totale e in totale assenza di garanzie per chi resta nellostabilimento di Roseto mentre al palo rimangono questioni fondamentali e sistematicamenteignorate: le garanzie progressive per i lavoratori stagionali, il ripristino dei contratti 2+1 e 3+1(come da verbale del 2014, poi diventato uso aziendale), il rispetto dell’accordo del 2018, ilriconoscimento delle professionalità e il rinnovo di un contratto integrativo aziendale scaduto daben 14 anni.
Dopo il tavolo di trattativa saltato in Confindustria la misura è colma. Non siamo più disposti atollerare un’azienda che gioca con le vite dei dipendenti.
Per questi motivi, in vista dell’incontro previsto per il prossimo 21, pretendiamo delle rispostedefinitive. Ci aspettiamo dei chiarimenti netti, onesti e inequivocabili sullo scenario in cui ci stiamomuovendo. I lavoratori e le lavoratrici della Salpa hanno il sacrosanto diritto di sapere come stannorealmente le cose. Invitiamo tutti a partecipare compatti allo sciopero e al presidio del 10 aprile.Solo uniti possiamo difendere l’occupazione e il presidio produttivo sul nostro territorio.



