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Teramo

Roseto, polizia locale. Il centrodestra: le parole del sindaco non sono state stravolte

Roseto. Il tavolo del centrodestra rosetano torna Nell’intervista resa agli organi di informazione, il Sindaco ha affermato testualmente che vi sarà “una convenzione con altro Comune che metterà a disposizione” un comandante della Polizia Locale per “12 ore”, aggiungendo che tali ore saranno “più che sufficienti per coordinare quello che è un comando attuale”, secondo “le indicazioni che questa amministrazione, questo sindaco e questa maggioranza vogliono dare a questo comando”.

Dunque, nessuna deformazione della realtà: sono dichiarazioni precise, registrate e a disposizione dei cittadini. Per questo appare singolare il tentativo di Roseto in Azione di smentire ciò che il Sindaco stesso ha dichiarato pubblicamente, con esercizi di equilibrismo politico volti a riscrivere la narrazione della vicenda dopo le forti reazioni suscitate nell’opinione pubblica.
Sostenere che il Sindaco abbia voluto “rassicurare la cittadinanza” annunciando un comandante a scavalco per sole 12 ore settimanali, in presenza di un organico ridotto al minimo storico, appare francamente ridicolo oltre che distante dalla realtà vissuta quotidianamente dai cittadini e dagli operatori del settore.

Le dichiarazioni contraddittorie, le ricostruzioni mutevoli e i continui aggiustamenti comunicativi sembrano rispondere più all’esigenza di preservare fragili equilibri interni alla maggioranza che a quella di garantire chiarezza, trasparenza e responsabilità amministrativa.

Ed è proprio questo il punto politico che oggi preoccupa maggiormente: la spaccatura ormai evidente all’interno della maggioranza, certificata dalle posizioni assunte dal gruppo consiliare facente capo al consigliere Pavone, che ha preso pubblicamente le distanze dal Sindaco sulla gestione della vicenda. Richiamare oggi il PIAO, asseritamente sottoscritto anche dallo stesso Pavone, serve a poco se poi, sul piano politico, emergono contestazioni nette alle scelte dell’amministrazione.

Risibile è anche il richiamo al presunto “tentativo” di introdurre tre nuovi agenti di Polizia Locale. Parlare di tentativi, quando gli obiettivi annunciati non vengono raggiunti, significa gettare fumo negli occhi dei cittadini oppure, più semplicemente, ammettere di aver fallito.
È del tutto evidente lo sforzo di ricomporre fratture politiche ormai esplose pubblicamente, tentando contemporaneamente di salvaguardare posizioni tra loro sempre più difficilmente conciliabili. Ma quando una maggioranza arriva a rincorrere versioni differenti della stessa vicenda, il problema non è più la comunicazione: è la tenuta politica e amministrativa.

Peraltro, scaricare le responsabilità sostenendo che la carenza di personale nella Polizia Locale sia un problema cronico comune ad altri enti equivale a smentire, nei fatti, quella presunta “marcia in più” che questa amministrazione continua ad attribuirsi. Con buona pace della tanto annunciata “svolta”, la realtà racconta altro, e i cittadini rosetani meritavano ben altra serietà amministrativa.
Continuare con operazioni di equilibrismo politico adattate alle convenienze del momento non farà che aggravare ulteriormente una situazione già compromessa. Serve invece il coraggio della coerenza, dell’assunzione di responsabilità e della verità.

Occorre chiarezza definitiva, rispetto istituzionale e la capacità di dire ai cittadini come stanno realmente le cose, anche quando ciò è politicamente scomodo. Quando un’amministrazione perde il controllo della propria narrazione, corregge continuamente le versioni dei fatti e tenta di contenere il dissenso interno con comunicati difensivi, significa che la crisi politica è ormai sotto gli occhi di tutti.
E davanti a un fallimento politico e amministrativo così evidente, l’unico gesto serio sarebbe prenderne atto e trarne le conseguenze.

 

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