
Roseto. “Parlare di abbandono per un rifiuto che è stato finalmente analizzato, campionato, con un piano approvato dalla Asl, catalogato, raccolto e confezionato in sicurezza (tutto questo dopo che per trent’anni è rimasto letteralmente in mezzo alla strada, esposto e alle intemperie) dimostra o una totale malafede politica o una grave amnesia amministrativa”, così il Sindaco di Roseto degli Abruzzi Mario Nugnes respinge con forza i toni allarmistici e le strumentalizzazioni politiche sollevate da una parte dell’opposizione in merito all’intervento sull’area dell’ex piccionaia.
“Prima del nostro intervento, quel sito rappresentava una ferita aperta e una vera e propria emergenza igienico-sanitaria tollerata per decenni – aggiunge il Sindaco Mario Nugnes – Quest’Amministrazione Comunale, per prima e con grande coraggio politico, ha deciso di investire ben 110 mila euro di fondi pubblici per la bonifica radicale del sito. Il materiale di cui si parla non è “abbandonato”, ma è il frutto di un’operazione complessa, regolarmente confezionato in attesa delle ultime procedure logistiche per il trasporto definitivo negli impianti autorizzati. C’è una differenza abissale tra un rifiuto gestito, tracciato e messo in sicurezza secondo le regole sanitarie e una situazione di degrado incontrollato in cui si trovava l’area prima del nostro intervento. Eppure, ci si scandalizza perché l’ultimo passaggio formale richiede i suoi tempi tecnici, dimenticando colpevolmente da dove siamo partiti”.
“Fa specie e un certo dispiacere istituzionale constatare che a lamentarsi oggi siano gruppi che al loro interno annoverano amministratori di lungo corso, i quali per tanti anni non hanno evidentemente saputo neanche dove si trovasse l’ex Piccionaia, lasciando che il problema marcisse sotto gli occhi di tutti senza muovere un dito – conclude il Sindaco Mario Nugnes – Come tutti i problemi complessi di lungo corso che questa maggioranza ha avuto il merito di affrontare anziché nascondere sotto il tappeto, la nostra attenzione su questa vicenda è massima. Seguiremo ogni fase fino alla completa e definitiva rimozione dei materiali, senza accettare lezioni di tutela ambientale da chi, per decenni, ha scelto la via del silenzio”.



