
Tortoreto. Il Premio Nazionale per la Pace e la Solidarietà “Don Tonino Bello”, svoltosi a Tortoreto domenica 31 maggio e lunedì 1° giugno, ha confermato il proprio prestigio e la propria capacità di coinvolgere cittadini, istituzioni e visitatori in una riflessione profonda sui valori della pace, della solidarietà e dei diritti umani.
La manifestazione, fortemente voluta dal sindaco Domenico Piccioni e dall’amministrazione comunale, si è tenuta nella sala consiliare del Comune a causa delle avverse condizioni meteorologiche, ma ciò non ha minimamente compromesso il significato e il valore dell’iniziativa. Al contrario, l’evento ha rappresentato ancora una volta un momento di alto profilo culturale e civile, capace di richiamare l’attenzione su temi di straordinaria attualità.
Tortoreto, città “Regina del turismo abruzzese 2025”, ha saputo offrire un contributo concreto alla costruzione di una coscienza collettiva più consapevole e responsabile, promuovendo non soltanto la convivenza tra popoli e culture diverse, ma anche un rinnovato impegno sociale e civile. Un percorso che trova ispirazione nell’eredità morale e spirituale di Don Tonino Bello, il “vescovo della pace”, figura amatissima che ha lasciato un segno indelebile nella Chiesa e nella società italiana grazie alla sua testimonianza di dialogo, giustizia e fraternità.
Particolarmente significativa la scelta dell’amministrazione comunale di aprire la stagione estiva con una manifestazione dedicata ai valori della pace e della solidarietà.
Una decisione che conferma la volontà di affiancare all’offerta turistica momenti di riflessione e crescita culturale, valorizzando personalità che hanno saputo interpretare i grandi cambiamenti della storia e leggere con lucidità le sfide del presente.
Attraverso il Premio “Don Tonino Bello”, il Comune di Tortoreto rinnova il proprio impegno nella promozione dei diritti umani, dell’integrazione, della cooperazione internazionale, dello sviluppo sostenibile, della gestione non violenta dei conflitti e della lotta contro ogni forma di guerra e criminalità organizzata. Un percorso che coinvolge non solo l’attività amministrativa, ma l’intera comunità locale, chiamata a partecipare a un progetto condiviso di educazione alla pace, alla legalità, alla cittadinanza attiva e alla solidarietà.





