Polizia locale: Siamo Roseto parla di disastro annunciato. Sul tavolo la maxi-richiesta dell’ex comandante Grippo

Roseto. “Il “caso Grippo” esplode in tutta la sua gravità, confermando quello che molti temevano: la gestione della polizia locale sotto l’attuale amministrazione si è trasformata in un colossale pasticcio burocratico e finanziario.
Quello che era nato come un sodalizio idilliaco, fortemente voluto dai vertici di Palazzo di Città, è naufragato miseramente nelle aule di tribunale, lasciando dietro di sé macerie operative, un conto pesantissimo per la collettività e una sicurezza allo sbando totale”.
Il rilievo è dell’associazione politico-culturale Siamo Roseto.
Ad oggi, la richiesta economica avanzata dall’ex comandante Grippo ammonta a poco meno di 130 mila euro, una cifra già di per sé esorbitante che rischia di lievitare sensibilmente qualora il giudice dovesse riconoscere la legittimità delle pretese. Dopo il caso della scuola Fedele Romani, dopo l’aumento indiscriminato dei parcheggi a pagamento, dei diritti e delle tasse comunali, i cittadini rosetani si trovano ora a dover finanziare l’ennesimo fallimento gestionale di una politica che sembra aver perso la bussola.
L’operato del comandante, in totale sintonia con la linea del primo cittadino, ha di fatto smantellato l’efficacia della polizia municipale sul territorio, riducendo ai minimi termini un servizio essenziale per la sicurezza e l’ordine pubblico. Il paradosso è servito: dopo aver contribuito al declino del comando, oggi si chiede un risarcimento all’ente.
Davanti a questo scenario catastrofico, appare a dir poco grottesco il tentativo del consigliere Pavone e del vicesindaco Marcone di smarcarsi dalle responsabilità. Vedere esponenti di spicco della maggioranza che oggi sparano a zero sulla gestione della polizia locale è un esercizio di trasformismo politico che rasenta il ridicolo.
“È politicamente inaccettabile che, a un anno dalle elezioni, chi ha votato favorevolmente ogni singolo provvedimento di questi quattro anni e mezzo di consiliatura Nugnes cerchi oggi di rifarsi una verginità politica attaccando i propri compagni di viaggio.
Rinnegare pubblicamente la propria appartenenza a una linea amministrativa condivisa per anni non è solo un atto di incoerenza, ma una vera mancanza di rispetto verso i cittadini. I rosetani non possono essere beffati da chi ha sempre votato favorevolmente gli atti sia in giunta sia in consiglio comunale e oggi, per puro calcolo elettorale, si scopre critico e distaccato. La responsabilità di questo disastro è collettiva e pesa su tutta l’amministrazione, nessuno escluso.
Roseto merita trasparenza, serietà, sicurezza e, soprattutto, una gestione delle risorse pubbliche che non finisca costantemente sotto la lente dei giudici a spese delle tasche dei contribuenti”.



