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Teramo

Ospedale Val Vibrata: sindaci e consiglieri del centrosinistra chiedono convocazione consiglio dell’Unione

Val Vibrata. Convocare una seduta straordinaria del consiglio dell’Unione dei Comuni per discutere e confrontarsi sulla tutela dell’ospedale Val Vibrata di Sant’Omero.

La richiesta, indirizzata alla presidente dell’Unione, Cristina Di Pietro, è stata sottoscritta di una serie di sindaci e consiglieri della Val Vibrata: Andrea Luzii, Anna Ciammariconi, Franco Carletta, Antonietta Casciotti, Matteo Settepanella, Paolo Tribuiani, Luigino Medori, Andrea Di Pasquale, Luca Esposito.
La richiesta è stata depositata lo scorso 10 luglio.

“Questa formale iniziativa consiliare”, si legge in una nota, “fa seguito e dà continuità politica alle risultanze dell’incontro pubblico dello scorso 6 marzo 2026, recependo integralmente i contenuti e le denunce della piattaforma programmatica redatta
dal “Comitato a tutela dell’Ospedale Val Vibrata e della Sanità Pubblica”.
I consiglieri firmatari fanno proprie le rivendicazioni del territorio per superare un intollerabile stallo istituzionale: nonostante le solenni rassicurazioni e gli impegni assunti pubblicamente nei mesi scorsi, l’assise plenaria complessiva promessa per affrontare la crisi dell’ospedale di Sant’Omero non è mai stata calendarizzata dall’attuale presidenza.
Gli impegni sono andati regolarmente a vuoto, mentre la ASL e la governance regionale hanno continuato a portare avanti un disegno di sistematico e progressivo declassamento del presidio di frontiera.
L’ospedale di Sant’Omero è infatti l’unica struttura dell’intera provincia teramana ad aver subito il declassamento di ben due Unità Operative Complesse su quattro, riducendo Ginecologia e Chirurgia a strutture semplici prive di reale autonomia decisionale e di budget.

Questo pesante ridimensionamento – di cui la piattaforma del Comitato ha evidenziato l’assoluta mancanza di motivazioni tecniche valide – ha già innescato un crollo verticale delle nascite stimato attorno al venti per cento nel punto nascita a causa della perdita di attrattività del reparto, esponendo il presidio al rischio che la scure regionale utilizzi il futuro scivolamento sotto la soglia di legge dei cinquecento parti annui come pretesto numerico per decretarne la chiusura definitiva.

Le rimodulazioni dei piani sanitari aziendali minacciano ora di colpire pesantemente anche il reparto di Oncologia che assiste in loco oltre trecentocinquanta pazienti vibratiani trasformandolo in un braccio dipendente da Giulianova, parallelamente al pesante ridimensionamento delle attività collegate alla chirurgia laparoscopica. A confermare questo quadro drammatico si aggiunge la pesantissima impasse finanziaria e amministrativa regionale denunciata con forza proprio in questi giorni dal vice capogruppo del Partito Democratico in
Regione Dino Pepe, il quale ha evidenziato come l’Atto Aziendale della ASL di Teramo risulti clamorosamente l’unico in tutto l’Abruzzo ad essere ancora bloccato e fermo negli uffici della Regione.

A ciò si aggiunga la bozza regionale di rimodulazione del 118 che, trasformando la postazione medicalizzata di Sant’Omero in un’ambulanza infermieristica, penalizza ulteriormente il territorio teramano, ignorando la necessità di medici a bordo per le emergenze gravi, disattendendo la programmazione 2023 e confermando una disparità a favore dell’asse L’Aquila-Chieti-Pescara a discapito del nostro territorio.
Questo stallo amministrativo alimenta il fondato e gravissimo timore che la maggioranza regionale intenda ripianare i bilanci in rosso e i buchi finanziari della sanità abruzzese scaricando ulteriori tagli e declassamenti proprio sui servizi
ospedalieri e sui reparti chiave della provincia teramana e della Val Vibrata.
Ciò provocherà una parallela esplosione della mobilità passiva verso le vicine Marche, stimata già dal Comitato in ben 60 milioni di euro all’anno, con relativi e ingenti costi che graveranno di ritorno sulle casse pubbliche regionali.
La formale richiesta di convocazione del Consiglio complessivo non ammette più
ulteriori tatticismi, meline o rinvii burocratici.

Per questa ragione i consiglieri firmatari, in linea con lo spirito di trasparenza e partecipazione diffusa promosso dal Comitato dei cittadini, hanno espressamente preteso nel testo del documento che ai lavori dell’assise vengano ufficialmente invitati tutti gli attori politici e tecnici responsabili delle decisioni sul territorio, tra cui l’Assessore regionale alla Sanità, la Direzione Generale della ASL di
Teramo, i Consiglieri regionali eletti nella provincia di Teramo, il Presidente della Provincia, i Sindaci, il Comitato a tutela dell’Ospedale Val Vibrata e della Sanità
Pubblica e tutte le organizzazioni sindacali.
“Nessuno potrà più nascondersi dietro un dito, poiché il diritto alla salute dei cittadini è sotto attacco. Chi deciderà di non convocare l’assise o sceglierà di non presentarsi al confronto pubblico si assumerà la piena, totale e storica responsabilità politica del definitivo declino della sanità vibratiana”.

 

 

 

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