ACCEDI AL CANALE WHATSAPP E RICEVI LE TOP NEWS DEL GIORNO:

ACCEDI AL CANALE
Teramo

“Meno medici sulle ambulanze, questa l’idea di sanità della Regione”

La sottolineatura del consigliere Cavallari

“La propaganda della Giunta Marsilio racconta un’Abruzzo con una sanità sempre più efficiente. I documenti ufficiali raccontano invece una realtà ben diversa. La proposta di riorganizzazione del servizio di emergenza 118 predisposta dall’Agenzia Sanitaria Regionale modifica profondamente il modello di soccorso: in molte postazioni il medico non sarà più a bordo dell’ambulanza ma verrà sostituito da mezzi con personale infermieristico, mentre i medici saranno concentrati sulle automediche”.

A sottolinearlo il consigliere regionale di Abruzzo Insieme, Giovanni Cavallari.

“Una scelta che la stessa Regione giustifica con la cronica carenza di medici dell’emergenza, causata dai pensionamenti, dalla fuga dei professionisti e dalla scarsa attrattività del servizio. Ma invece di affrontare il problema con un serio piano di assunzioni e di valorizzazione del personale, la soluzione individuata è quella di modificare il modello organizzativo, chiedendo ai cittadini di accettare un servizio diverso. Abruzzo Insieme esprime forte preoccupazione per le conseguenze che questa riorganizzazione potrebbe avere soprattutto nelle aree interne, nei piccoli comuni, nelle zone montane e in tutti i territori più lontani dagli ospedali, dove il 118 rappresenta il primo e spesso unico presidio sanitario capace di intervenire nei minuti decisivi di un’emergenza. La provincia di Teramo rappresenta il caso più emblematico di questa riorganizzazione. Diverse postazioni vengono trasformate, riducendo la presenza del medico a bordo delle ambulanze. È davvero questa l’idea di sanità della Giunta Marsilio? Affidare il soccorso medico avanzato di un’intera provincia, con oltre 304.000 residenti e una popolazione che nei mesi estivi cresce sensibilmente grazie alla presenza di migliaia di turisti, a due sole automediche, una a Teramo e una a Giulianova?”.

E ancora: “A destare ulteriore preoccupazione è un altro elemento contenuto negli stessi documenti regionali. La Regione prevede infatti che il nuovo modello venga sperimentato per un anno prima di valutarne l’efficacia. In altre parole, gli abruzzesi saranno chiamati a verificare sul campo se questa riforma funzionerà davvero, pur trattandosi di un servizio essenziale che interviene nei momenti più drammatici della vita delle persone. È legittimo domandarsi se sia opportuno sperimentare una riorganizzazione così profonda proprio nel settore dell’emergenza-urgenza, dove rapidità ed efficacia degli interventi possono risultare determinanti”.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio

Adblock rilevato

Hai Attivato un blocco delle nostre Adv. Cityrumors è un Giornale Gratuito. Se vuoi continuare a leggerlo e supportarlo, per favore non bloccare le nostre pubblicità. Grazie.