Martinsicuro verso le elezioni del 2027: in maggioranza assenze e conti che non tornano alle provinciali

Martinsicuro. Tre indizi fanno una prova, diceva Agatha Christie, regina del genere giallo. Qui non si parla di gialli, anche se potrebbero essere applicati alla politica, ma l’equazione letteraria sembra calzare a pennello a delle riflessioni che ruotano al percorso che porterà alle elezioni della primavera del 2027.
Su quelli che possono essere, almeno nel centrodestra, gli scenari in fatto di candidature a sindaco (Vagnoni che esaurisce il secondo mandato non può ricandidarsi), abbiamo già analizzato alcuni aspetti.
Oltre alle candidature, però, c’è un aspetto che merita di essere analizzato, anche perché la recente adozione del piano urbanistico comunale, a 32 anni di distanza dal precedente, ha comunque fatto registrare alcune assenze nel gruppo di maggioranza. Quattro per l’esattezza. Durante l’assise civica il capogruppo del Pd, Giuseppe Capriotti, aveva chiesto lumi al riguardo, senza avere risposte.
In realtà, due dei consiglieri di maggioranza assenti (Vallese e Ritrovati) non avrebbero potuto prendere parte alla seduta, per le normative di natura urbanistica e potenziali conflitti di interesse. Non è stata invece giustificata l’assenza di Giansante e Massetti.
E va detto che analoghe defezioni si erano manifestate lo scorso agosto, in occasione dell’approvazione del perimetro urbanizzato, altro elemento legato allo strumento urbanistico e in quella occasione il consiglio rischiò di saltare per mancanza del numero legale.
Polemiche zero, nessuna presa di posizione ufficiale, per un’amministrazione che in ogni caso, in quasi dieci anni, non ha mai avuto problemi di strategie e visioni comuni. Ma sul piano politico, anche in considerazione di una coalizione composita e ricca di espressioni diverse, delle differenze vengono marcate, ora magari maggiormente anche in vista del prossimo appuntamento elettorale.
E tornando all’assunto inziale (la storia delle tre prove che fanno un indizio) c’è anche la riflessione sulle ultime elezioni di secondo livello per il rinnovo del consiglio provinciale. La candidatura di Luciano Giansante, consigliere di maggioranza vicino all’assessore regionale Umberto D’Annuntiis, da calcoli e indiscrezioni, avrebbe raccolto meno della metà dei voti del gruppo di maggioranza. Aspetto questo non da sottovalutare e indicativo di quelle che sul piano politico sono le visioni in maggioranza. E tra i voti ponderali intercettati (che gli hanno comunque garantito l’elezione bis in consiglio provinciale), c’è anche quella di Simona Lattanzi, consigliera di minoranza.



