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Teramo

Liste di attesa in Abruzzo: reale miglioramento o semplice effetto statistico?

Val Vibrata. Il Comitato Civico per la tutela dell’Ospedale Val Vibrata e della sanità pubblica esprime perplessità rispetto ai dati diffusi a seguito dell’incontro tra Agenas e Regione Abruzzo, nei quali si evidenzia una significativa riduzione delle liste di attesa.

Alla luce dell’analisi dei fenomeni tipici dell’economia sanitaria, il Comitato invita a una lettura più approfondita dei numeri. In particolare, si evidenzia il rischio che la riduzione registrata sia influenzata da fattori non esplicitati nei comunicati ufficiali.

Tra questi, il fenomeno della cosiddetta “domanda espulsa”: cittadini che, non trovando disponibilità nel sistema pubblico, si rivolgono direttamente al privato, senza essere quindi contabilizzati nelle liste di attesa. A ciò si aggiunge il crescente ricorso alla libera professione, sia intra che extra-muraria, e l’aumento delle convenzioni tra ASL e strutture private.

Nel territorio della ASL di Teramo, ad esempio, si registrano casi di autorizzazioni alla libera professione intramoenia per un numero significativo di giorni settimanali, oltre a forme di collaborazione che prevedono la cessione di attività medica a strutture private.

Secondo il Comitato, per valutare correttamente l’andamento delle liste di attesa, sarebbe necessario integrare i dati del sistema pubblico con quelli del privato, anche attraverso strumenti come la fatturazione elettronica e il Fascicolo Sanitario.

Il rischio, altrimenti, è quello di ignorare un sistema “a vasi comunicanti”, in cui le difficoltà del pubblico finiscono per alimentare il privato, generando un circolo che penalizza i cittadini.

Il Comitato sottolinea come il problema delle liste di attesa sia complesso e non possa essere affrontato con analisi semplificate o eccessivamente ottimistiche.

Accanto alla necessità di un governo efficace della domanda, viene proposta una soluzione organizzativa: restituire maggiore autonomia gestionale al personale sanitario nella gestione delle agende di prenotazione.

L’introduzione di agende gestite direttamente dai centri erogatori potrebbe consentire il recupero di tempi e spazi attualmente inutilizzati, aumentando il numero di prestazioni disponibili. Questo sistema, accompagnato da adeguati controlli e strumenti di incentivazione, permetterebbe anche una migliore presa in carico dei pazienti cronici.

Si tratta, conclude il Comitato, non di un’innovazione radicale, ma del recupero di modelli organizzativi già sperimentati in passato, che potrebbero contribuire concretamente a migliorare l’accesso alle cure.

 

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