
Per il quarto appuntamento del ciclo “champagne ed abbinamenti gastronomici” , siamo andati in campagna, esattamente in zona Convento di Mosciano S. Angelo dove, nascosto nel verde e con una vista mozzafiato sulla Maiella e Gran Sasso esiste un home restaurant fondato da Fiorenza e Stefano, due giovani compagni nel lavoro e nella vita che hanno scelto di proporre una cucina rurale (da ruralis cioè campagna) leggermente rivisitata basata su materie prime provenienti dai terreni agricoli circostanti.
La vita di campagna è impegnativa per certi aspetti (durante il giorno si lavora in campagna e la sera Stefano si chiude in cucina mentre Fiorenza si occupa di tutto il resto con un estro tipico delle sue origini napoletane! In 15 iniziamo questo “gemellaggio” tra la campagna abruzzese e la “champagne francese”! Come ouverture ed in abbinamento con il primo piatto ci facciamo sedurre da uno chardonnay in purezza della sottozona grand cru OGER situata nella mitica Cote des blancs in dosaggio di 4 grammi/litro; il Vauversin Oger grand cru con certificazione France BIO-01 e maison insignita della qualifica di alto valore ambientale si è dimostrato ricco di personalità (vinosità fine e complessa) ma non invadente su un piatto composto da fave, finocchi e cipollotti saltati, bucce di fave di sesamo, crema di pecorino, battuto di fave e salsa alle fragole.
Lo champagne costa 55 euro in enoteca, è piaciuto a tutti ma il piatto ci ha sedotto con un implosione di “natura” in bocca, sapori ed aromi oramai quasi dimenticati a causa dei processi di lavorazione e stoccaggio che la grande distribuzione richiede! Con il secondo piatto, un carciofo in tempura, foglie di senape selvatica ripassate, beurre blanc all’amaro abruzzese e cioccolato bianco ( croccantezza del carciofo favolosa) siamo passati ad un blanc de noirs (50% meunier e 50% pinot noir) ma con un dosaggio di ben 6 grammi/litro per un approccio “morbido” con la tipologia di cucina.
La Passionnèe della maison Brisson-Lahaye situata a Tour sur Marne (ultimo lembo di terra della vallèe de la marne al confine con la mezzaluna della montagne de Reims) è frutto di due vendemmie consecutive (2021 e 2022) e con vinificazione al 50% in acciaio e 50% in legno. La sapidità è garantita dalla “zone frontalière” con la montagne de Reims ed il meunier smussa la spigolosità del pinot noir rendendo questo prodotto abbinabile ad un vasto spettro di piatti. Il costo di soli 39 euro in enoteca, lo elegge a “bollicina da pronto uso” a casa! Con il terzo (scrippelle ripiene di asparagi e parmigiano, brodo di funghi, asparagi e salsa di soia con polvere di caffè e arancia) ed il quarto piatto (spezzatino di pecora con verdure ed erbe spontanee ripassate) siamo passati al terzo ed ultimo champagne della serata e qui mi sono concesso una “licenza deontologica” degli abbinamenti scegliendo un archètipo per tipologia di vitigno, dosaggio e sottozona!
Siamo in Cote des Bar, nella parte più a sud della Champagne delimitata dal fiume Aube ove, in prossimità di Villers sur Arce, la Maison Thierry Massin possiede un LIEU DIT (termine coniato dai monaci cistercensi che identifica una antica vigna con terroir eccellente ed identitario) quasi sconosciuto dal nome enigmatico di Le Chevetrèe ove regna il pinot bianco ivi denominato “BLANC VRAI”! Prodotto in sole 1696 bottiglie in vendemmia 2020 il T. Massin blanc vrai la chevetrèe zero dosage si è dimostrato uno champagne strutturato ma non invadente, molto sapido nonostante la macrozona di provenienza non abbia un suolo molto gessoso e con un aroma particolare, quasi un mix di vegetale e fiori bianchi a “scrivere” la carta d’identità del pinot blanc, vitigno vissuto all’ombra del più blasonato chardonnay. Costa 70 euro in enoteca e al momento non è disponibile!
Serata interessante svoltasi con i ritmi “lenti” della ruralità che invitano alla convivialità in un ambiente pregno di “vita vissuta” con i piatti (TUTTI) a dominare relegando in secondo piano anche lo champagne! Ringrazio i presenti in particolar modo la degustatrice Marzia “da Conversano” per la consulenza sulla corretta lettura e pronuncia dei nomi e delle informazioni stampate sulle etichette degli champagne e complimenti a Stefano Olivieri e Fiorenza Avolio che, per soli 30 euro propongono un menù sano, intrigante e con sapori che risvegliano la nostra adolescenza. Arrivederci al prossimo appuntamento con “pizza e champagne”!
Stefano Grilli – enotecario presso ENOTECA SARAULLO ANNO DOMINI 1966- Tortoreto – tel 3336441563






