La ceramica di Castelli ambasciatrice della grande bellezza italiana
Il ministero del Turismo acquista 300 piatti realizzati: saranno donati nei meeting internazionali

Castelli. La ceramica artistica di Castelli come ambasciatrice della grande bellezza italiana. Provengono infatti dalla cittadina ai piedi del Gran Sasso, portatrice di una storia plurisecolare di produzione di opere d’arte in ceramica, 300 piatti acquistati dal ministero del Turismo guidato da Daniela Santanché: saranno utilizzati, nei grandi eventi internazionali, come dono speciale riservato agli ospiti importanti.
Un riconoscimento davvero straordinario, non solo per l’azienda produttrice – che è quella di Antonio Simonetti, presidente del Mestiere dei “Ceramisti” di CNA Abruzzo – ma per l’intera realtà castellana e le tante botteghe dell’artigianato artistico che con l’impegno, la creatività e il talento dei maestri artigiani contribuiscono a dare lustro a una delle più antiche e prestigiose realtà italiane di produzione della ceramica.
I 300 piatti (misurano circa 25 centimetri di diametro) recano come decorazione la Venere di Botticelli, che il ministero utilizza ormai come logo ufficiale; decorazione che nel lavoro di Simonetti è stata sapientemente cucita con al simbolo della cittadina, proprio a realizzare e sancire una saldatura ideale tra le migliori tradizioni artistiche dell’Abruzzo e dell’Italia. «Voglio proprio sottolineare il valore d’insieme che questo risultato rappresenta per questa realtà – dice Simonetti, figlio di Giovanni, scomparso prematuramente nei mesi scorsi, che è stato presidente provinciale della CNA di Teramo – e per la storia che Castelli porta con sé. Una storia che affonda le sue radici nel 1500, facendone una delle realtà più prestigiose e originali della produzione della ceramica artistica italiana».
Un ruolo, quello di Castelli nel panorama dell’artigianato artistico nazionale, certificato dalla sua presenza – unica realtà della nostra regione – nell’Associazione italiana Città della Ceramica: una sigla associativa che mette insieme 56 centri che hanno scritto la storia di questo comparto, mettendo assieme città come Napoli, Viterbo, Ascoli Piceno, Matera, Pesaro o Savona, con quella di realtà di dimensioni molto più ridotte, ma dalla tradizione altrettanto salda: come appunto la cittadina del Teramano.
“Il messaggio che vogliamo veicolare attraverso questo importante riconoscimento attribuito a Simonetti, e attraverso lui a tutta la realtà castellana – commenta il presidente regionale di CNA Abruzzo e vicepresidente nazionale, Bernardo Sofia – è che la qualità delle nostre produzioni artigianali può rappresentare un elemento vincente, in grado di soddisfare le esigenze anche di una committenza di grande valore quale un ministero. Ma vogliamo anche che questa vicenda rappresenti l’occasione per studiare percorsi più condivisi, che mettano assieme le nostre realtà, accrescendo la capacità delle imprese di competere”.



