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Giulianova, fermo pesca per la vongolare: 45 giorni di stop per tutelare la risorisa ittica

Giulianova. È ufficialmente partito il fermo pesca per le 82 imbarcazioni vongolare del Cogevo Abruzzo, il Consorzio per la tutela dei molluschi bivalvi attivo nei compartimenti marittimi di Giulianova e Pescara.

La misura prevede una pausa volontaria della durata di 45 giorni, con stop a partire da domani, 14 ottobre, periodo strategico per favorire la riproduzione delle vongole. La ripresa ufficiale delle attività in mare è fissata per il primo giorno di dicembre.

A fare il punto sulla situazione è Valentino Cappelletti, consigliere del Cogevo Abruzzo e capitano del motopesca Valentino: «Il prodotto c’è, è sano e di buona qualità». La sicurezza e la qualità del pescato vengono costantemente garantite attraverso campionamenti mensili effettuati in collaborazione con la Asl e l’Istituto zooprofilattico.

Tuttavia, il comparto continua a navigare in acque difficili a causa dei crescenti costi di gestione. Tra le criticità principali segnalate dagli operatori figurano i pesanti rincari dei materiali necessari per la manutenzione delle imbarcazioni — dal ferro all’acciaio —, che vanno a sommarsi al caro gasolio.

A questo si aggiungono le problematiche ambientali: l’innalzamento della temperatura dell’acqua sta causando una crescente scarsità del prodotto locale tra Giulianova e Martinsicuro, colpendo direttamente il ciclo vitale della vongola (che vive sotto la sabbia) e provocando persino la moria delle cozze allevate in sospensione.

Le operazioni di monitoraggio scientifico dello stato della risorsa e della costa sono affidate a tre imbarcazioni dedicate.

Lo stesso Cappelletti, con il suo motopesca, si occupa dei prelievi partendo dal porto di Giulianova in direzione nord fino a Martinsicuro, coprendo sia le aree vicine alle foci dei fiumi sia quelle al largo, mentre le altre due unità navali vigilano sul tratto a sud di Giulianova e verso Pescara.

Sul fronte sindacale ed economico, gli armatori esprimono inoltre forte solidarietà ai colleghi delle altre marinerie impegnate nelle proteste contro le difficoltà generali del settore.

Restano intanto da definire le modalità operative della mobilitazione nazionale del 22 ottobre, che prevede presidi nei porti e una manifestazione a Roma.

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