
Giulianova. Sempre più Comuni, di diverso colore politico, hanno adottato la rottamazione delle cartelle comunali. Si tratta di una facoltà prevista dalla legge dello Stato che, una volta recepita dal Comune, permette a cittadini e imprese di regolarizzare la propria posizione pagando il tributo dovuto senza sanzioni e interessi.
Tra questi non figura Giulianova, pur essendo circondata da Comuni che hanno già scelto di applicare questa misura. Al di là delle diverse sensibilità politiche, ciò determina di fatto una disparità di trattamento per cittadini e imprese giuliesi rispetto a quelli dei territori limitrofi.
Per questo motivo Evoluzione Sostenibile ritiene che il Comune di Giulianova non possa più rinviare una verifica sull’opportunità di adottare la rottamazione delle cartelle. Si tratta di valutare, sulla base dei dati contabili dell’ente, se questo strumento possa favorire il recupero dei crediti, agevolare i contribuenti e, al tempo stesso, salvaguardare gli equilibri di bilancio. Se l’Amministrazione Costantini riterrà di non avviare nemmeno questa verifica, sarà importante spiegare ai cittadini le ragioni di tale scelta.
Sgomberiamo subito il campo da un possibile equivoco. La rottamazione delle cartelle viene spesso criticata perché si ritiene che premi chi non ha pagato e penalizzi chi ha sempre rispettato le scadenze. È un’obiezione legittima, ma non tiene conto di tutti gli aspetti della questione.
Quando un contribuente, persona fisica o impresa, non paga un tributo comunale, come la TARI, l’IMU o una sanzione amministrativa, ci si trova di fronte a una situazione di morosità, da non confondere con l’evasione: il debitore è stato individuato e il credito è stato accertato. Tra i morosi vi sono contribuenti che non sono riusciti a sostenere il pagamento per difficoltà economiche sopravvenute, perdita del lavoro, crisi dell’attività o altri eventi che hanno compromesso la capacità di far fronte alle scadenze. Esistono però anche i cosiddetti morosi volontari, ovvero contribuenti che decidono deliberatamente di non pagare, assumendosi il rischio delle conseguenze previste dalla legge.
Le statistiche disponibili non consentono di stabilire quale delle due categorie sia prevalente. È tuttavia ragionevole ritenere che i morosi involontari rappresentino una componente importante del fenomeno. Non a caso le istituzioni segnalano che una quota rilevante dei crediti non riscossi è riferita a soggetti privi di, o con limitata, capacità di pagamento. È soprattutto per questi contribuenti che la rottamazione delle cartelle può rappresentare un’opportunità di regolarizzazione. Proprio per questo la misura proposta non appare come un premio, ma come uno strumento che consente di riportare il debito entro limiti sostenibili. Non si cancella il tributo, non si elimina il debito e non si premia la morosità. Si offre semplicemente la possibilità di pagare quanto originariamente dovuto, eliminando sanzioni, interessi e spese di riscossione, che spesso rappresentano il principale ostacolo alla regolarizzazione della posizione.
La vera questione è capire se la misura consenta al Comune di trasformare almeno una parte dei crediti di difficile riscossione in entrate effettivamente incassate. Per questo Evoluzione Sostenibile chiede che l’Amministrazione renda pubblici gli esiti di una valutazione tecnica basata sui dati contabili dell’ente, così da consentire a cittadini e forze politiche di verificare se la rottamazione rappresenti o meno una scelta conveniente per il Comune.
Qualora la valutazione risultasse positiva, si aprirebbe il tema della destinazione delle maggiori risorse recuperate.
Nel caso della TARI, le somme recuperate potrebbero contribuire a ridurre il costo del servizio rifiuti e, di conseguenza, alleggerire la bolletta di cittadini e imprese negli anni successivi. Potrebbero inoltre essere destinate al miglioramento dei servizi di raccolta e pulizia del territorio o al rafforzamento delle agevolazioni previste per le famiglie in condizioni di fragilità economica.
Per quanto riguarda, invece, le maggiori entrate non vincolate che il Comune dovesse recuperare attraverso la rottamazione delle cartelle, una parte delle risorse potrebbe contribuire al rifinanziamento di un fondo comunale di solidarietà, ispirato a quello istituito nel 2014 dall’amministrazione Mastromauro, attraverso il dimezzamento delle indennità di funzione di Sindaco, Assessori e Presidente del Consiglio comunale, finalizzato a sostenere le famiglie in difficoltà, contrastare la povertà e aiutare le persone più fragili, con particolare attenzione agli anziani e alle persone non autosufficienti.
Infine, l’Amministrazione potrebbe valutare iniziative rivolte ai contribuenti che hanno sempre rispettato le scadenze, affinché sia chiaro che aiutare chi è rimasto indietro non significa dimenticare chi ha sempre adempiuto ai propri doveri.
In questo modo il dibattito sulla rottamazione delle cartelle uscirebbe dalla contrapposizione tra “furbi” e “onesti” per concentrarsi sulla vera questione, ossia quale scelta consenta al Comune di recuperare più risorse nel rispetto dei conti pubblici e nell’interesse dell’intera comunità.



