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Teramo

Giulianova, caos in via Brodolini. Di Massimantonio: emergenza sociale in quel quartiere

Giulianova. Daniele Di Massimantonio, capogruppo di Nos-Noi Coltura Politica prende posizione dopo la vicenda accaduta ieri sera, 3 aprile, in via Brodolini, con una persona che ha lanciato da un palazzo mobili, suppellettili, altri oggetti e anche un frigorifero.

“Nessun ferito per fortuna in quel momento non passava nessuno, ma un’auto in sosta è stata colpita e gravemente danneggiata”, scrive il consigliere comunale.

Non si tratta di una persona benestante — in quella zona, quasi nessuno lo è — ma di una ragazza che, naturalmente, per pagarne le rate (di quella macchina), compie dei sacrifici.

Ora, il punto è uno: esiste un’emergenza sociale in quella porzione di città? Sì, esiste, eccome se esiste! E chi minimizza o, addirittura, non se ne cura, è connivente.

Ogni volta che abbiamo cercato di denunciare il degrado di importanti porzioni di quel quartiere (“degradare” vuol dire letteralmente “togliere i gradi”; sottrarre prestigio, in questo caso, ad un’area storicamente rilevante e dalle grandi potenzialità), siamo stati attaccati o sminuiti dagli amministratori locali.

Sì, quegli stessi amministratori che, in passato, con grande solerzia sollecitavano — ottenendola — la mobilitazione di numerosi mezzi delle forze dell’ordine, al fine di identificare coloro che prendevano parte alle iniziative organizzate dal cosiddetto “Campetto Occupato”.

Ebbene, perché lo stesso non accade con le notorie zone di spaccio?

Perché non si investe su una zona socialmente fragilissima, una vera e propria “periferia esistenziale”?

Perché gli sforzi vengono concentrati principalmente su di un piccolo quadrato magico di città?

Perché si continuano a lottizzare aree importanti, con lo scopo di realizzare abitazioni costosissime, quasi sempre seconde case per pochi eletti, invece di dare una risposta seria all’emergenza abitativa e al crescente disagio sociale?

Perché si è deciso di lasciare questa parte di città in mano alla micro/macro-criminalità organizzata?

E soprattutto, perché il primo cittadino non si vede mai da quelle parti (si tratterebbe di un segnale doveroso)?”.

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