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Estate 2026: la stagione nata sotto buoni auspici ma il turismo balneare deve rinnovarsi

L’analisi di Giovannelli: borghi e città d’arte ok. Bene anche il mare, ma serve una svolta

Abruzzo. L’avvio è stato decisamente complicato, con il fattore meteo condizionante nel periodo di Pasqua e nei ponti di primavera.

Ma scenari e prospettive di una stagione caratterizzata dal grande caldo, sono decisamente incoraggianti. Nonostante tutto, le difficoltà delle famiglie sul piano economico. Ma ad una vacanza non si rinuncia: con un periodo di permanenza che si abbassa, ma con più vacanze.
E’ uno spaccato che in parte ricalca gli indicatori nazionali, quello che connota l’industria delle vacanze nell’estate 2026 e l’analisi non riguarda solo il turismo balneare, che su alcuni aspetti merita una valutazione a parte, ma anche le città d’arte e il turismo all’aria aperta.
A fare una valutazione compiuta sugli andamenti stagionali, per la fase già in archivio e per le settimane successive che saranno quelle centrali dell’estate, è Giammarco Giovannelli, presidente regionale di Federalberghi-Confcommercio e della Dmc Adriatica. “L’avvio di stagione è stato complicato”, sottolinea, ” per quanto riguarda arrivi, presenze, ristorazione e consumi nei pubblici esercizi. “Alla fine, però, dati alla mano i risultati nella nostra zona e nel territorio abruzzese saranno come molto in linea con quelli del 2025, anche in relazione al fatto che gli scenari internazionali sono molto insicuri e riprende quota il turismo interno e di prossimità e le nostre zone di certo ne potranno beneficiare. Ci sono strutture che stanno lavorando bene con il Nord Europa e anche turisti europei sono tornati ad apprezzare il nostro prodotto turistico”.

Gli indicatori. Se le prospettive sono comunque incoraggianti, sotto vari aspetti, emergono anche delle criticità attorno alle quali avviare (sarebbe forse meglio dire, riproporre) delle analisi. Le famiglie devono fare i conti con una serie di uscite fluttuanti: carburanti, autostrade, spesa, cibo, energia. “Tutti elementi che favoriscono decisioni sulle destinazioni all’ultimo momento, con vacanze brevissime e più volte durante la stessa stagione estiva”, sottolinea Giovannelli.
“Le destinazioni culturali, i borghi, il turismo verde vanno molto bene, ma anche il prodotto mare si difende bene, ma deve rinnovarsi”. E questa valutazione interessa molto la provincia di Teramo e il litorale che totalizza il numero più significativo delle presenze turistiche.
“Senza infrastrutture al servizio del turismo balneare”, prosegue, ” si fa fatica a destagionalizzare e anche i piani aziendali delle strutture turistiche non possono essere programmati per una stagione che dura al massimo 70 giorni. E di certo le manifestazioni non possono rappresentare l’elemento centrale attorno al quale programmare la stagione”. Ovviamente, gli indicatori emersi fino ad ora andranno misurati con le presenze reali, anche grazie al confronto con l’imposta di soggiorno, laddove viene applicata.
Tassa di soggiorno. Nelle analisi legate al turismo e alla necessità, soprattutto nelle nostre zone, di offrire elementi innovativi, si lega il ragionamento attorno alla tassa di soggiorno. “C’è la cattiva abitudine degli enti locali”, fa rilevare Giovanelli, ” di non condividere con le categorie la destinazione dell’imposta di soggiorno. Noi che diventiamo sostituti d’imposta per la sua riscossione, ci saremmo attesi una forma di coinvolgimento, almeno al 50% per una sua investimento. Noi riteniamo che una parte dell’incasso deve essere investito in maniera strutturale in base al turismo e non finanziare solo feste e sagre. Il turismo cerca altre destinazioni rispetto al classico mare, e per essere pronti bisogna avere infrastrutture e pianificazioni chiare”.
Nelle considerazioni di Giovannelli trovano spazio anche le difficoltà, oramai consolidate di trovare personale e l’intelligenza artificiale applicata al settore. ” Spesso veniamo tacciati di essere sfruttatori”, prosegue, ” ma non è così e qualche pecora nera non può offuscare le capacità in tema di qualità, accoglienza e di un sistema di relazioni che non può essere sostituito dalla tecnologia. Al contrario non va dimenticata la valenza del settore turismo, nel pil delle varie cittadine, e l’indotto che crea e l’arrivo a Martinsicuro dell’ITS rappresenta una svolta in fatto di alta formazione professionale, in val Vibrata, nel quale ne vado orgoglioso”.
Di sicuro ci aspettiamo dalle amministrazioni un riconoscimento del nostro ruolo e una maggiore collaborazione, sotto vari aspetti”.

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