
Roseto. “La scelta del Comune di Bologna di distribuire pipe per fumare crack mi lascia sgomenta. Ho vissuto in un’epoca in cui la droga ha invaso le strade e le case: ho visto amici perdersi, famiglie distrutte, genitori consumati dal dolore. Ho visto persone spegnersi lentamente e altre morire violentemente, risucchiate da una dipendenza che toglie dignità e vita”.
Lo scrive in una nota Andreina Moretti, presidente dell’associazione anti-violenze Il Guscio, con base operativa a Roseto.
“Non voglio colpevolizzare né accusare nessuno: so che chi cade nella dipendenza vive un dolore immenso. Ma la battaglia contro la droga non può passare attraverso la consegna di pipe gratuite ai consumatori di crack. Questo non è un aiuto, è una resa. È come tornare indietro agli anni in cui si distribuivano siringhe, senza affrontare davvero la radice del problema.
La prevenzione è fondamentale, ma significa educazione, sostegno, percorsi di uscita, non l’abitudine a vedere giovani distrutti dalla droga e limitarci a dire: “Se ti autodistruggi, fallo almeno in sicurezza”.
E allora mi chiedo: quante telefonate riceve l’associazione Il Guscio da parte di genitori malmenati, ricattati e derubati dai figli per il bisogno di denaro per acquistare droga? Quante mogli spaventate chiamano per chiedere aiuto a causa degli eccessi di ira dei loro compagni? La droga non si può assecondare.
I fondi pubblici devono servire a creare alternative, comunità, progetti educativi e terapeutici. Il messaggio che dobbiamo urlare con forza è uno solo: NON DROGARTI. Arrendersi non è mai la soluzione. Perché, in fondo, accettare questa scelta significa accettare che ci sia una piaga senza soluzione — ed è questo che fa più male.