Civitella del Tronto, la Fortezza rinasce ma il futuro dei lavoratori resta sospeso: l’intervento

Civitella del Tronto. “La riapertura della Fortezza di Civitella del Tronto, restituita alla comunità dopo un intervento di riqualificazione durato circa sei anni e finanziato con quasi 13 milioni di euro, rappresenta un risultato importante per il patrimonio storico, culturale e turistico dell’Abruzzo”.
È quanto sottolinea la FP CGIL di Teramo, che esprime apprezzamento per l’investimento pubblico destinato al recupero del monumento, ma richiama l’attenzione sulla situazione dei lavoratori impiegati nella gestione del sito.
Secondo il sindacato, accanto al restauro della struttura resta infatti aperta la questione relativa al futuro occupazionale del personale che quotidianamente garantisce apertura, accoglienza, fruizione e valorizzazione della Fortezza. “Un bene culturale – evidenzia la FP CGIL – non vive soltanto grazie ai restauri, ma anche attraverso il lavoro delle persone che ogni giorno ne consentono la piena fruizione”.
Nel comunicato viene ricostruita anche la vicenda dell’affidamento dei servizi turistici e culturali. La gestione è stata assegnata, con procedura negoziata senza bando ai sensi dell’articolo 187 del Codice dei contratti pubblici, per un importo di 119.400 euro e una durata di dodici mesi. L’aggiudicazione risale al 10 gennaio 2025 e, secondo gli atti del Comune di Civitella del Tronto, l’eventuale prosecuzione del servizio sarebbe dovuta avvenire esclusivamente per il tempo necessario all’individuazione di un nuovo concessionario, stimato in due mesi.
A distanza di diversi mesi dalla scadenza prevista, sostiene il sindacato, non risultano però comunicazioni sull’affidamento definitivo né indicazioni sui tempi della nuova concessione, mentre permane l’incertezza sul destino occupazionale dei lavoratori attualmente impiegati.
La FP CGIL pone inoltre l’attenzione sull’applicazione del contratto collettivo nazionale. Negli atti di gara era stato individuato il CCNL Federculture come contratto di riferimento, mentre il Codice dei contratti pubblici consente l’applicazione di un diverso contratto soltanto se garantisce tutele economiche e normative equivalenti. Secondo il sindacato, al personale attualmente impiegato non verrebbe applicato il CCNL Federculture, ma altri contratti collettivi, circostanza sulla quale vengono sollevati dubbi circa il rispetto del principio di equivalenza previsto dalla normativa.
Per questo la FP CGIL chiede di conoscere se la stazione appaltante abbia effettuato le verifiche previste dalla legge e quali siano stati gli esiti.
“La tutela del lavoro – conclude il sindacato – è parte integrante della qualità del servizio e del corretto utilizzo delle risorse pubbliche”. Per la FP CGIL, dopo l’importante investimento destinato al recupero della Fortezza, è necessario garantire anche continuità gestionale, stabilità occupazionale e piena valorizzazione delle professionalità impegnate nel sito. Da qui la richiesta di fare chiarezza sullo stato della procedura di affidamento, sui tempi per l’individuazione del nuovo concessionario e sulle garanzie occupazionali dei lavoratori.



