Casi a Isola e Atri, per la Cpo della Provincia “tanta amarezza”
Le parole della presidente Erika Angelini

Il caso di Isola del Gran Sasso, dove il consigliere comunale neoeletto, Emiliano D’Agostino, ha subito in passato una condanna per violenza nei confronti di una donna, e quello di Atri, dove in consiglio comunale il sindaco Ferretti ha definito “politicamente una nullità” il consigliere Alessandro Graziosi, stanno suscitando confronti e prese di posizione all’interno dei presidi istituzionali contro la violenza e la violenza di genere.
Secondo Erika Angelini, presidente della CPO della Provincia di cui è componente Amelide Francia la quale ricopre questo ruolo anche nella CPO della Regione Abruzzo: “Siamo di fronte ad episodi che fanno molto riflettere e suscitano tanta amarezza. Pieno sostegno e vicinanza personale alla consigliera Amelide Francia per dover subire una vicenda così imbarazzante. In questi giorni ci siamo sentite spesso: sappiamo che voleva dimettersi. Tutte le abbiamo chiesto di rimanere al suo posto per continuare a svolgere quel ruolo che ha sempre onorato. Non siamo noi a dover abbandonare l’istituzione all’interno della quale dobbiamo continuare a fare le nostre battaglie. Che sono ancora tante e necessarie, evidentemente come dimostra anche il caso di Atri. Qui il Sindaco, in Consiglio Comunale, riferendosi ad una consigliere lo ha appellato con un: “politicamente sei una nullità irrequieta”.
E ancora: “Mi domando che senso ha insistere con le giovani generazioni sull’educazione alla non violenza fisica e verbale quando adulti impegnati nelle Istituzioni danno questo esempio. Non voglio avere dubbi sulla redenzione del consigliere comunale di Isola ma il fatto di non aver fatto cenno, al suo Sindaco e ai suoi compagni di coalizione, di una condanna passata in giudicato per violenza, non depone sulla sua buona fede. Dovrebbe dimettersi per aver omesso un particolare non esattamente secondario del suo vissuto. Una circostanza che certamente solleva qualche dubbio sulla considerazione rispetto all’elevato ruolo istituzionale, politico e amministrativo che ha inteso ricoprire. Quanto al sindaco di Atri, le sue parole suonano ancora più stonate considerando che è un docente: quale esempio sta dando ai suoi studenti? Definire una persona, un consigliere, <politicamente una nullità >, è violenza verbale. Non c’è altra definizione. Questo ci racconta quanto è ancora lunga la strada da fare: oggi la violenza assume nuove forme ed è davvero triste vederla incarnata in chi viene scelto ed eletto anche per trovare soluzioni ad un problema dilagante”.



