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Teramo

Autovelox sulle strade provinciali: l’Associazione Altvelox presenta esposto in procura

Teramo. ALTVELOX, Associazione Nazionale Tutela Utenti della Strada, per il tramite del proprio Presidente pro tempore Gianantonio Sottile Cervini, ha depositato una denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Teramo in relazione al decreto prefettizio fasc. n. 5253/2024, prot. interno n. 0018380 del 9 marzo 2026, concernente l’individuazione dei tratti stradali della provincia sui quali risultano autorizzati dispositivi o mezzi tecnici di controllo a distanza delle violazioni degli artt. 142 e 148 del Codice della Strada.

Nell’atto, l’Associazione chiede che siano svolti i necessari accertamenti in ordine ai fatti esposti, nei limiti e secondo le verifiche riservate all’Autorità Giudiziaria.

La vicenda trae origine dall’istanza trasmessa da ALTVELOX alla Prefettura di Teramo il 12 marzo 2026, con la quale l’Associazione aveva chiesto, da un lato, l’immediata sospensione e il riesame in autotutela del decreto prefettizio del 9 marzo 2026 e, dall’altro, l’ostensione puntuale degli atti istruttori e tecnici richiamati o presupposti dal provvedimento. Tra i documenti richiesti figuravano, in particolare, la relazione istruttoria integrale, i dati di incidentalità del quinquennio precedente, le relazioni tecniche sulle condizioni strutturali e di
traffico, i dati sulle velocità operative, gli elaborati planimetrici e fotografici, nonché la documentazione relativa alla natura, al modello e al regime autorizzativo dei dispositivi utilizzati, alle verifiche di funzionalità e taratura e
agli eventuali atti di adeguamento o disinstallazione.
Secondo quanto esposto nella denuncia-querela, la successiva nota della Prefettura di Teramo del 2 aprile 2026 avrebbe ridotto l’intera iniziativa di ALTVELOX a una mera richiesta di accesso agli atti, senza prendere posizione sulla domanda cautelare di sospensione del decreto e senza comunicare l’avvio di alcun procedimento di autotutela. Nello stesso riscontro, sempre secondo la ricostruzione contenuta nell’atto, non sarebbe stato trasmesso alcuno dei documenti sostanziali richiesti, mentre parte degli atti istruttori sarebbe stata sottratta all’ostensione con un diniego formulato in termini generici e, per la documentazione relativa ai dispositivi, l’Associazione sarebbe stata rinviata agli enti gestori.
ALTVELOX evidenzia che il punto centrale non riguarda formule astratte, ma la verificabilità concreta dei presupposti del decreto prefettizio. Lo stesso provvedimento del 9 marzo 2026, infatti, risulterebbe fondato sulle richieste degli enti proprietari delle strade e sulle risultanze tecnico-istruttorie trasmesse dalla Polizia Stradale di Teramo. Proprio per questa ragione, l’Associazione sostiene che tali atti, una volta richiamati come base dell’autorizzazione, non possano essere sottratti a un controllo documentale serio, specie quando l’istanza è
specifica, nominativa e difensiva.
Nel proprio esposto, ALTVELOX richiama anche il decreto interministeriale 11 aprile 2024, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 123 del 28 maggio 2024, sottolineando che l’art. 6 impone l’adeguamento entro dodici mesi dei dispositivi non conformi ai presupposti e alle prescrizioni dell’Allegato A, con obbligo di disinstallazione sino all’adeguamento in caso di inutile decorso del termine.
L’Associazione osserva inoltre che l’Allegato A richiede, per le strade diverse da autostrade ed extraurbane principali, verifiche puntuali e documentate su incidentalità, condizioni strutturali, traffico, difficoltà della contestazione immediata e velocità operative.
Con la denuncia-querela depositata a Teramo, ALTVELOX chiede quindi l’acquisizione integrale del decreto prefettizio del 9 marzo 2026 con tutti gli allegati, le relazioni richiamate e gli atti presupposti, oltre alla documentazione relativa ai singoli tratti e alle singole postazioni, per verificare se il quadro autorizzativo provinciale sia stato adottato all’esito di una istruttoria reale, completa, individualizzata e coerente con la disciplina vigente. L’atto formula, allo stato della documentazione acquisita e nei limiti in cui ne ricorrano i presupposti di legge, richieste di accertamento anche in relazione agli artt. 328 e
479 c.p., rimettendo ogni valutazione finale all’Autorità Giudiziaria.
“Quando un decreto prefettizio incide direttamente sulla possibilità di accertare a distanza violazioni che producono sanzioni a carico dei cittadini, non è accettabile che la documentazione richiamata come fondamento del provvedimento resti sottratta a ogni verifica esterna. È ancora più inammissibile che, a fronte di un provvedimento come quello adottato a Napoli il 3 marzo 2026, con cui la Prefettura ha sospeso le autorizzazioni ai controlli automatici per procedere alle necessarie verifiche, a Teramo si scelga invece di non affrontare il merito delle richieste e di non rendere ostensibili gli atti istruttori.

La legge deve valere allo stesso modo in tutto il territorio nazionale. I cittadini italiani non possono trovarsi di fronte a due applicazioni diverse della stessa disciplina a seconda della provincia in cui ricevono una sanzione. Noi non chiediamo favori, chiediamo atti, trasparenza e rispetto delle regole. Controlli sì, ma soltanto se regolari, motivati e pienamente verificabili.” Lo dichiara Gianantonio Sottile Cervini presidente nazionale.
ALTVELOX rende noto che continuerà a perseguire, in ogni sede consentita dall’ordinamento, la piena acquisizione della documentazione istruttoria e la verifica della legittimità sostanziale dei provvedimenti che autorizzano l’accertamento remoto delle infrazioni stradali, nella prospettiva della tutela effettiva degli utenti della strada e della legalità dell’azione amministrativa.

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