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Teramo

Antenna Iliad: il Consiglio di Stato accoglie la tesi del Comune di Ancarano

Ancarano. Il Consiglio di Stato, Sezione Sesta, con sentenza resa nel giudizio promosso da Iliad Italia , ha accolto integralmente l’appello proposto nell’interesse del Comune di Ancarano difeso dallo Studio Legale Associato Scarpantoni del foro di Teramo.

Il massimo organo di giustizia amministrativa ha così integralmente riformato la sentenza con cui il TAR Abruzzo aveva, in primo grado, accolto il ricorso della società telefonica avverso il diniego comunale relativo all’installazione di una stazione radio base nel centro storico cittadino.

Si tratta di una pronuncia di straordinario rilievo per l’Ente, che vede pienamente recepite le proprie tesi difensive sia sul piano procedimentale sia sul merito sostanziale della controversia. I giudici hanno chiarito in primo luogo la tempestività del dissenso espresso dalla Soprintendenza, escludendo radicalmente la formazione di qualsiasi titolo autorizzatorio per silenzio-assenso. In secondo luogo, la sentenza ha sancito la legittimità della motivazione per relationem adottata dal Comune, ritenendo pienamente corretto il recepimento delle valutazioni dell’Autorità preposta alla tutela culturale e paesaggistica.

Sindaco Pietrangelo Panichi. “Esprimo la più grande soddisfazione, a nome di tutta l’amministrazione comunale e della cittadinanza, per questa decisione del Consiglio di Stato che riconosce la bontà e la linearità della nostra azione amministrativa e difensiva. Non si è trattato di un mero diniego ideologico, ma di un atto doveroso a protezione della particolare sensibilità urbana, storica e architettonica del centro storico di Ancarano. La sentenza conferma un principio fondamentale: la salvaguardia delle visuali, delle prospettive e dell’equilibrio morfologico dei nostri borghi è un valore prioritario che non può essere sacrificato. Il Consiglio di Stato ha validato punto per punto la nostra impostazione giuridica, dimostrando che l’azione intrapresa era solida e motivata. Ringrazio sentitamente la struttura tecnica del Comune e i legali che hanno sostenuto con rigore e precisione le ragioni dell’Ente in sede di appello, permettendoci di ottenere questo straordinario risultato a tutela della nostra identità culturale”.

Nello specifico, la decisione del Consiglio di Stato ha accolto le tesi dell’Ente su quattro profili cardine: mancata formazione del silenzio-assenso sull’istanza presentata dall’operatore telefonico; tempestività ed efficacia del dissenso espresso dalla Soprintendenza competente; legittimità del diniego comunale, anche sotto l’aspetto formale della motivazione per relationem; fondatezza delle ragioni di tutela del centro storico e del patrimonio culturale locale poste alla base del provvedimento impugnato.

Con questa pronuncia si chiude un capitolo giurisprudenziale significativo, che traccia una linea chiara a tutela delle amministrazioni locali impegnate nel complesso bilanciamento tra lo sviluppo delle reti infrastrutturali e la protezione inderogabile dei contesti urbani storici e di pregio.

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