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Teramo

Alba Adriatica, sicurezza e legalità: servono risposte e atti concreti

Fratelli d'Italia e Noi Moderati incalzano la sindaca

Alba Adriatica. Sulla sicurezza e legalità servono risposte vere, non elenchi autoassolutori.

E’ lapidario il commento che i gruppi consiliari di Fratelli d’Italia (Laura D’Ambrosio e Valerio Caserta) e Noi Moderati (Massimo Marconi) sulle esternazioni dalla sindaca, Antonierra Casciotti, sul tema sicurezza e sull’ultimo accadimento in ordine di tempo.
“Abbiamo letto con attenzione il lungo intervento del Sindaco sulla sicurezza e sulla legalità”, si legge.
“Un testo articolato, ricco di riferimenti normativi, richiami istituzionali ed elenchi di azioni amministrative.
Ma da cittadini, prima ancora che da consiglieri comunali, ci poniamo – e poniamo al Sindaco – una domanda semplice e diretta:
quelle elencate sono risposte concrete ai problemi che i cittadini di Alba Adriatica vivono ogni giorno, o tentativi di giustificare una situazione che è sotto gli occhi di tutti?
Non neghiamo la complessità del tema, né la ripartizione delle competenze tra Comuni, Prefettura e Ministero dell’Interno.
Non mettiamo in discussione il lavoro delle forze dell’ordine o della polizia locale, che anzi meritano rispetto e sostegno.
Ma proprio per questo, elencare atti, regolamenti o richieste formali non basta, se nel frattempo:
– si verificano aggressioni in luoghi affollati,
– esistono aree del centro cittadino segnate dal degrado e dal consumo di sostanze alla luce del sole,
-cresce una percezione diffusa di insicurezza che nasce dall’esperienza quotidiana delle persone.
Il degrado non è un dettaglio: è una delle prime cause dell’insicurezza.
E si combatte con presenza, illuminazione, controlli e personale sul territorio, non solo con carte protocollate.
La sicurezza non si misura con i regolamenti approvati, ma con ciò che i cittadini vivono.
E oggi, piaccia o no, molti avvertono una distanza evidente tra le rassicurazioni istituzionali e la realtà.
Domandarsi se le politiche attuate siano efficaci non è strumentale: è esercizio democratico.
Così come è lecito chiedere se le risorse pubbliche siano spese in base a vere priorità.
In un contesto di crescente insicurezza, ha senso destinare fondi a opere non urgenti, quando si potrebbe:
– potenziare l’illuminazione nelle zone a rischio,
– aumentare la presenza sul territorio,
– rafforzare concretamente il presidio urbano?
Il problema non è “di chi è la colpa”.
La vera domanda è: quello che si sta facendo, sta funzionando?
E se non funziona, si è pronti a cambiare rotta?
I cittadini non vogliono propaganda né rimpalli.
Vogliono sicurezza, controllo, decoro e scelte politiche serie.

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