Alba Adriatica, question time: attesa lunga 16 mesi
Il consigliere Pantoli chiede l'attivazione, in caso contrario sarà coinvolto il prefetto

Alba Adriatica. Il consigliere comunale Renato Pantoli (Alba Protagonista) torna a sollecitare l’amministrazione sull’introudzione del question time. La sollecitazione era arrivata in aula consiliare, ora in un comunicato stampa chiede un’accelerazione.
“Dopo circa 16 mesi dall’approvazione della mozione, il regolamento necessario a rendere operativo il servizio non è ancora stato portato in aula per la definitiva adozione. Durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale, ho chiesto spiegazioni ufficiali al capogruppo di maggioranza, Luca Falò, ricevendo tuttavia risposte ritenute del tutto insufficienti”, spiega Pantoli.
“Abbiamo assistito a un imbarazzante scaricabarile”. Il capogruppo Falò ha tentato di declinare la responsabilità sul segretario comunale il quale, interpellato direttamente, non ha saputo fornire spiegazioni plausibili su questo inaccettabile ritardo.
La proposta: snellire i lavori e coinvolgere i cittadini
La mozione presentata mira a modificare il “Regolamento di organizzazione per il funzionamento del Consiglio Comunale” per istituire una seduta mensile obbligatoria dedicata esclusivamente a interpellanze e interrogazioni.
I punti cardine della modifica
Indipendenza delle sedute: Una sessione dedicata che non appesantisca il normale svolgimento dei consigli comunali.
Obbligo per il Sindaco: fssare mensilmente il giorno per il question time.
Modernizzazione. L’abrogazione dei vecchi commi per fare spazio a un modello già collaudato con successo in altre realtà, come il Comune di Teramo.
Il question time non è solo un tecnicismo burocratico, ma un diritto dei consiglieri e, soprattutto, dei cittadini di ricevere risposte rapide e chiare sull’amministrazione della città.
Come gruppo consiliare, non siamo disposti ad attendere oltre, pertanto chiediamo formalmente che il regolamento venga inserito nell’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale. Se questo atto di democrazia e civiltà non dovesse avvenire, saremo costretti a rivolgerci al Prefetto per segnalare la mancata applicazione di uno strumento proposto dalla minoranza consiliare e votato da 16 mesi all’unanimità dall’assise civica”.



