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Lavoro, ordinanza caldo: “E nei capannoni industriali?”

I sindacati chiedono misure anche per l'automotive teramano

FIM CISL, FIOM CGIL, FELSA CISL e NIDIL CGIL Teramo esprimono apprezzamento per il decreto volto a tutelare i lavoratori esposti al caldo estremo durante le attività all’aperto. “Tuttavia, sorge spontanea una domanda, chi tutela la salute di chi lavora all’interno dei capannoni industriali?”.

La denuncia riguarda in particolare “il comparto automotive teramano, dove si stanno raggiungendo livelli ormai insostenibili, temperature elevate negli stabilimenti, turni massacranti e orari di lavoro che hanno ormai superato ogni ragionevole limite. I dati che preoccupano riguardano o rari oltre ogni limite: da mesi si lavora stabilmente per 48 ore settimanali, a fronte delle 40 previste dal normale orario contrattuale. In alcune aziende viene richiesto di arrivare fino a 56 ore settimanali, con il lavoro domenicale formalmente volontario ma, nei fatti, fortemente condizionato. Il calendario sembra non essere più di 365 giorni, ma di oltre 500 giorni lavorativi all’anno aumentando oltremodo il rischio di malattie e infortuni”.

E ancora: “Lavoratori somministrati e staff leasing: i più vulnerabili Chi di loro ha in essere un contratto a termine e rifiuta il lavoro straordinario del sabato o della domenica si sente spesso rispondere: “Te ne assumi la responsabilità”, con il concreto timore di ripercussioni sul rinnovo del contratto. Invece, in alcuni casi i lavoratori in staff leasing, si vedono non usufruire di un periodo di ferie adeguato da oltre tre anni e vengono sistematicamente esclusi dai piani di ferie aziendali. Dopo una lunga vertenza per il rinnovo del CCNL Metalmeccanici, nella quale una delle richieste centrali riguardava la riduzione dell’orario di lavoro, oggi assistiamo invece a un suo aumento. Tutto questo a frontedi salari che in molti casi si attestano intorno ai 1.500 euro lordi mensili e di una contrattazione di secondo livello che, in numerose realtà aziendali, resta una chimera”.

“Il lavoro sta assumendo caratteristiche sempre più disumane, sacrificato esclusivamente sull’altare del profitto e alimentato dal ricatto del ‘se non lo facciamo noi, lo farà qualcun altro’. FIM CISL, FIOM CGIL, FELSA CISL e NIDIL CGIL Teramo chiedono un intervento urgente della Prefettura di Teramo e dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro affinché vengano effettuate verifiche e ispezioni nelle aziende metalmeccaniche e automotive del territorio per accertare il rispetto delle normative sugli orari di lavoro, sul diritto al riposo e sulle condizioni ambientali. Basta con la retorica secondo cui le persone non vogliono lavorare. Ognuno ha il diritto di rifiutare orari che impediscono il riposo, la vita familiare e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Per queste ragioni, nelle prossime settimane valuteremo ogni iniziativa necessaria, comprese azioni di sciopero. È arrivato il momento di dire basta”.

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