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Teramo

Alba Adriatica, parcheggi rosa: la richiesta e i ritardi nel recepimento delle norme

Alba Adriatica. Massimo Marconi, capogruppo di Noi Moderati in consiglio comunale, ha presentato una interrogazione consiliare per un caso che si lega alle autorizzazioni per la sosta nei parcheggi rosa presenti nel territorio cittadino.

La richiesta è stata presentata da una cittadina all’inizio del 2026.

I quesiti

Il consigliere Marconi chiede agli assessori Giulino Vallese e Francesca Di Matteo, e al comandante della polizia locale, se risponde al vero che una cittadina residente, i primi giorni del mese di gennaio, ha fatto richiesta del permesso rosa per la sosta negli spazi istituiti nel territorio, allegando come richiesto anche due marche da bollo per il rilascio.
Se risponde al vero che la stessa, circa 20 giorni fa, quindi due mesi dopo la richiesta, sia stata chiamata da personale del Comando di Polizia Locale per la restituzione delle marche da bollo motivando che il permesso non poteva essere rilasciato perché il Comune non ha approvato il regolamento disciplinante le modalità di rilascio.
Un ulteriore aspetto su cui si desidera, poi, fare chiarezza riguarda l’effettiva applicazione della normativa relativa ai permessi rosa nel Comune di Alba Adriatica. In particolare, si intende sapere se, a partire dalla data di entrata in vigore della Legge (risalente a cinque anni fa), il Comando di Polizia Locale abbia effettivamente provveduto al rilascio di permessi rosa, autorizzando così la sosta negli stalli riservati alle donne in stato di gravidanza o ai genitori con bambini di età non superiore ai due anni.
Tale interrogativo nasce dalla necessità di comprendere se la disciplina prevista dal nuovo quadro normativo sia stata concretamente recepita e applicata dal Comando di Polizia Locale e se vi siano stati casi in cui il rilascio dei permessi rosa sia stato effettivamente effettuato nel corso dei cinque anni trascorsi dall’entrata in vigore delle nuove disposizioni.
Un ulteriore elemento da chiarire riguarda la procedura amministrativa seguita dal Comune di Alba Adriatica in merito agli stalli rosa. È importante sapere se sia mai stata inoltrata una richiesta di contributo al Ministero delle Infrastrutture, gestito tramite Consap, come hanno fatto tanti Comuni limitrofi, finalizzata alla istituzione di tali stalli, riservati alla sosta dei veicoli delle donne in stato di gravidanza e dei genitori con bambini di età non superiore ai due anni. L’accertamento di questa eventuale richiesta permetterebbe di comprendere meglio il grado di adesione e di impegno dell’amministrazione comunale nell’applicazione della normativa di riferimento e nella promozione di misure a sostegno delle categorie tutelate dalla legge.
È importante sapere che il permesso rosa, una volta rilasciato dal Comune di residenza, consente ai beneficiari di sostare negli stalli rosa presenti su tutto il territorio nazionale. Questa previsione normativa è finalizzata a garantire uniformità e tutela per le donne in stato di gravidanza e i genitori con bambini di età non superiore ai due anni, ovunque si trovino.
Tuttavia, il mancato recepimento tempestivo della normativa a livello locale da parte del Comune di Alba Adriatica determina inevitabili disagi per i cittadini residenti. In particolare, l’assenza di una regolamentazione chiara e di procedure amministrative ben definite ostacola l’effettiva fruizione dei diritti riconosciuti dalla legge.
Questo ritardo non solo limita la possibilità di accedere agli stalli riservati, ma può anche generare incertezza e frustrazione tra coloro che, pur avendone i requisiti, non riescono ad ottenere il permesso necessario per esercitare il proprio diritto alla sosta privilegiata, considerato che in passato ad altri utenti il permesso sia stato rilasciato, creando anche una disparità di trattamento.
L’incertezza che provoca la mancata applicazione uniforme della normativa non si traduce solo in un disagio pratico, ma mina anche la fiducia dei cittadini nei confronti dell’amministrazione locale. Infatti, la disparità tra chi ha ottenuto il permesso in passato e chi oggi non riesce a ottenerlo, pur avendone pieno diritto, alimenta una sensazione di ingiustizia e di esclusione, rendendo più difficile la tutela delle categorie protette dalla legge.
In conclusione, la frustrazione e l’incertezza che emergono tra i cittadini aventi diritto sono conseguenze dirette del ritardo nell’attuazione della normativa. Solo una tempestiva applicazione delle disposizioni legislative potrà ristabilire equità, consentendo a tutti coloro che rientrano nelle categorie tutelate di accedere agli stalli riservati e di esercitare il proprio diritto alla sosta privilegiata.
In definitiva, è evidente che il colpevole ritardo nell’attuazione e nel recepimento della normativa sugli stalli rosa crea una situazione di svantaggio per i cittadini residenti, privandoli di uno strumento pensato per agevolare la mobilità e tutelare le categorie più fragili. Solo attraverso una pronta ed efficace applicazione delle disposizioni legislative sarà possibile garantire una piena tutela dei diritti e una maggiore garanzia per i cittadini”.

 

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