
Alba Adriatica. Anche il circolo cittadino di Fratelli d’Italia, guidato da Rosita Schiavi, torna ad occuparsi della vicenda della nomina dell’ufficio urbanistica e delle motivazioni della sindaca Antonietta Casciotti, sull’incarico triennale affidato a Daniele Straccia, che da anni fa parte della struttura comunale, ma che ora ricopre il ruolo di coordinatore cittadino di Forza Italia.
“Se un incarico viene affidato senza procedura trasparente, ma con scelta diretta, è difficile sostenere che si tratti della soluzione “più efficiente” in assoluto: l’efficienza si dimostra nei risultati, non si presume dalla fiducia personale”, si legge nella nota.
L’efficacia, poi, si misura sull’impatto dell’azione amministrativa per la collettività, non sulla vicinanza politica o personale di chi riceve l’incarico.
Questa apparente contraddizione solleva dubbi legittimi sulla coerenza tra le parole e i fatti e alimenta il sospetto che dietro certi richiami alla “buona amministrazione” si celino scelte opache o poco inclusive, che nulla hanno a che fare con il merito o l’interesse pubblico.
Ma c’è un punto ulteriore che non può essere ignorato: legittimità non significa automaticamente opportunità.
Anche se non vi fosse una incompatibilità formale, resta aperto il tema:
dell’opportunità istituzionale;
della percezione di imparzialità;
del possibile conflitto tra ruolo amministrativo e ruolo politico di partito.
La soglia minima della legalità non esaurisce la responsabilità pubblica.
L’art. 97 della Costituzione impone non solo il rispetto formale delle norme, ma anche imparzialità e buon andamento dell’amministrazione.
E la giurisprudenza amministrativa è chiara su un principio fondamentale:
la pubblica amministrazione non deve soltanto essere imparziale, deve anche apparire imparziale.
È su questo terreno che si misura la credibilità delle istituzioni.
L’efficienza e l’efficacia non si proclamano: si dimostrano con atti, trasparenza, criteri oggettivi e risultati verificabili.
Ed ancora la domanda “Perché affidare un incarico oltre il suo mandato?” è assolutamente legittima e solleva un punto fondamentale di trasparenza e correttezza istituzionale.
Affidare un incarico che va oltre la durata del mandato amministrativo della Sindaca Casciotti significa:
vincolare la prossima amministrazione a scelte non proprie, limitandone l’autonomia e la libertà di valutazione;
forzare il principio democratico secondo cui ogni giunta deve poter nominare collaboratori e consulenti in coerenza con il proprio programma e indirizzo politico;
aggirare il ricambio naturale degli incarichi fiduciari, che dovrebbero coincidere con il ciclo amministrativo.
Un incarico fiduciario non dovrebbe superare il limite del mandato elettorale, proprio perché si basa su un rapporto di fiducia personale e politica che non può essere ereditato automaticamente da chi governerà dopo.
Questa scelta, oltre a essere politicamente discutibile, rischia di essere interpretata come un atto di arroccamento o di occupazione preventiva degli spazi, in una logica più partitica che istituzionale.
Chi governa nel nome dell’efficienza e della buona amministrazione, dovrebbe lasciare spazi liberi, non blindarli”.



