Alba Adriatica, Cinema Aurora: il valore di una città non si misura solo in euro
Il Pd difende l'operazione: recuperare luoghi e restituire cultura e identità al quartiere è una scelta politica

Recuperare un luogo storico della città, restituirlo alla collettività e trasformarlo in un nuovo spazio dedicato alla cultura, all’aggregazione e alla partecipazione. È questa la prospettiva con cui il circolo del Partito Democratico di Alba Adriatica interviene nel dibattito sull’operazione urbanistica relativa all’ex Cinema Aurora.
Il direttivo del Pd difende il progetto, sottolineando come l’immobile rappresenti un pezzo importante della memoria cittadina, frequentato soprattutto negli anni Settanta e diventato negli anni un luogo di incontro per diverse generazioni.
Secondo i democratici, l’operazione, che prevede l’acquisizione dell’edificio al patrimonio comunale attraverso la traslazione dei volumi, consentirebbe di proseguire un percorso di riqualificazione urbana già avviato nel quartiere.
Il partito richiama, a sostegno di questa visione, alcuni interventi realizzati negli ultimi anni, dalla nuova piazzetta davanti alla stazione ferroviaria alla valorizzazione degli spazi pubblici, fino all’acquisizione di un bene confiscato alla criminalità organizzata, destinato a diventare un centro per le arti e la comunicazione.
«Il futuro di un quartiere si costruisce attraverso scelte concrete, investimenti e una visione complessiva del territorio», sostiene il Pd, indicando nella cultura e negli spazi di aggregazione strumenti fondamentali per contrastare il progressivo impoverimento urbano e sociale.
Nel documento trova spazio anche il tema della sicurezza. Secondo il circolo, il controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine deve essere affiancato da politiche di rigenerazione urbana, dalla cura degli spazi pubblici e dalla creazione di luoghi frequentati e vissuti dalla comunità.
Il Pd ribadisce comunque la necessità di garantire un presidio costante delle Forze dell’Ordine, ricordando che le competenze in materia di sicurezza e ordine pubblico spettano allo Stato.
Non manca una replica alle critiche della minoranza consiliare, che aveva sollevato dubbi sulla convenienza economica dell’operazione e sui vantaggi riconosciuti al soggetto privato coinvolto.
«È legittimo discutere della correttezza degli atti amministrativi, della trasparenza delle procedure e dell’equilibrio tra interessi pubblici e privati – osserva il direttivo –. Ma è riduttivo concentrare il dibattito esclusivamente sul presunto vantaggio economico del privato, ignorando le opportunità che possono derivare per l’intera città».
Tra gli obiettivi indicati dal Partito Democratico c’è anche quello di favorire l’integrazione e la partecipazione dei cittadini di diverse nazionalità che vivono nel quartiere, attraverso spazi capaci di promuovere occasioni di incontro e condivisione.
La posizione del Pd è dunque favorevole a un recupero dell’ex cinema che non si limiti alla riqualificazione dell’edificio, ma restituisca alla struttura una funzione pubblica e sociale.
«Non una semplice operazione immobiliare, ma un’occasione di rigenerazione urbana, culturale e sociale per Alba Adriatica», conclude il direttivo del circolo Pd.



