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Italia d’oro nella marcia al Mondiale under20 con l’abruzzese Serena Di Fabio

Abruzzo. Non era mai successo nelle precedenti 20 edizioni: primo oro di sempre nella marcia ai Mondiali U20, Serena Di Fabio, 18 anni, abruzzese, è campionessa del mondo a Eugene nei 5000 su pista (20:57.57). Arriva anche il terzo posto di Nicolò Vidal nei 5000 con il record italiano U20 di 18:56.19. Già tre medaglie azzurre ai Mondiali U20 in Oregon.

È un sabato storico ai Mondiali under 20 di Eugene (Usa) per la marcia azzurra. Serena Di Fabio , 18enne abruzzese di Cepagatti (Pescara) tesserata per le Fiamme Azzurre dopo essere cresciuta nella Polisportiva Tethys Chieti, riesce dove nessun’altra azzurrina era mai andata a segno: con una prova di personalità centra la medaglia d’oro dei 5000 di marcia nella massima manifestazione mondiale giovanile. Serena, allenata da Nicola Piro, si porta al comando sin dalle prime battute: il suo ritmo (8:17.73 al secondo chilometro, 12:26.76 al terzo) e la sua azione pulita si rivelano ben presto impossibile per tutte le inseguitrici, a partire dalla temuta cinese Yang Yutong, che l’aveva battuta nella 10 km dei Mondiali a squadre a Brasilia (Brasile). L’azzurra taglia il traguardo con il nuovo record dei campionati in 20:57.57, con 20 secondi di vantaggio sulla francese Chloe Le Roch. È la terza medaglia italiana nella marcia femminile dopo il bronzo di Maria Grazia Orsani (1988) e l’argento di Noemi Stella (2016, su distanza doppia), mentre salgono a 13 le top 8 femminili nella marcia nella storia della rassegna grazie anche all’ottimo sesto di Beatrice Palmonari con 21:59.41, PB migliorato di mezzo minuto.

“UN GRUPPO FANTASTICO” – “Ancora fatico a realizzarlo, anche se era proprio quello che volevo – racconta in zona mista la campionessa del mondo under 20, già oro europeo under 18 e argento europeo under 20 -. Stamattina pensava ‘è possibile che diventi campionessa mondiale’, già soltanto queste parole nella mia testa risuonavano forse non come pesanti, ma sicuramente a dir poco importanti. Adesso che ci sto iniziando a credere suonano molto bene. Dietro questo oro ci sono il sostegno del mio allenatore, della mia squadra, della mia famiglia, ma c’è anche tanto lavoro su me stessa, non solo dal punto di vista atletico, ma anche personale, perché ho dovuto gestire le mie ansie che sono spuntate soprattutto ieri: arrivavo con il miglior tempo mondiale dell’anno (il record europeo under 20 a 20:42.74, ndr) ed è stata comunque una delle gare con più pressioni, sono molto contenta di come l’ho gestita questa mattina”.

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