Teramo “riabbraccia” il suo santuario FOTO VIDEO
Ad aprire le porte il cardinale Artime

Dopo un periodo di due anni segnato dalle conseguenze del terremoto, il santuario della Madonna delle Grazie torna finalmente a essere un luogo aperto alla comunità di Teramo. La riapertura ha rappresentato un momento atteso non soltanto dai fedeli, ma da tutta la città, che ritrova uno dei suoi luoghi più significativi dal punto di vista religioso, storico e affettivo. Circa mille i presenti, con molti rimasti all’esterno a capienza raggiunta all’interno, partecipando alla messa grazie al maxi schermo installato in piazza.
A conclusione di un articolato percorso, coordinato dalla prefettura di Teramo, sono stati portati a termine i lavori di riparazione, di consolidamento strutturale, ammodernamento impiantistico e miglioramento sismico, finanziati interamente con risorse PNRR per un importo di circa quattro milioni di euro.
I fedeli hanno iniziato la processione dalla Cattedrale di Teramo fino al santuario, dove è stato poi il cardinale Angel Fernandez Artime a riaprire le porte, accompagnato dal vescovo Lorenzo Leuzzi. Per tanti teramani, il santuario rappresenta molto più di un edificio religioso.
Il giorno della riapertura coincide con la festa della Natività della Vergine Maria.
Le porte del santuario della Madonna delle Grazie sono tornate dunque a riaprirsi, segnando la fine di una lunga attesa e l’inizio di una nuova fase per uno dei luoghi più importanti della tradizione teramana. Giorno speciale per padre Daniele Di Sipio, nuovo rettore dell’edificio di culto, arrivato dalla basilica di San Bernardino dell’Aquila.
Le celebrazioni sono state anticipate da un convegno nella sala Ipogea di piazza Garibaldi, alla presenza del Direttore Centrale degli Affari dei Culti e per l’Amministrazione del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno Prefetto Alessandro Tortorella, il Capo di Gabinetto del Ministro della Cultura Valentina Gemignani e il Provveditore Interregionale per le Opere Pubbliche per il Lazio, l’Abruzzo e la Sardegna Vittorio Rapisarda Federico.












