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Sanità nel Teramano, “DEA di I livello per Giulianova e Sant’Omero”

La richiesta del Comitato Civico ospedale Val Vibrata

Uscire dall’area grigia delle criticità e proporre un modello unitario che tuteli e rilanci l’attività assistenziale degli ospedali di Giulianova e Sant’Omero, legandoli in modo sinergico.

Questo è l’obiettivo centrale del Comitato Civico per la tutela dell’ospedale Val Vibrata e della sanità pubblica, che lancia una proposta forte per fronteggiare la progressiva fragilità dell’offerta sanitaria nell’area Nord-Est della ASL di Teramo.

“La chiusura del SPDC di Giulianova e la rinuncia alla nuova Casa della Comunità di Nereto non sono casi isolati, ma rappresentano gli ennesimi episodi di un progressivo e sistematico indebolimento dell’offerta sanitaria che sta colpendo duramente i due distretti in oggetto, traducendosi in un sostanziale impoverimento dei servizi assistenziali per i cittadini: il taglio dei posti letto SPDC: La chiusura del Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura (SPDC) di Giulianova ha cancellato decenni di assistenza e tagliato del 50% i posti letto assegnabili alla ASL. A fronte dei 30 posti letto previsti dal parametro ottimale (0,1 ogni 1.000 abitanti), oggi l’intera ASL rimane con i soli 15 posti del Mazzini di Teramo. La rinuncia alla Casa della Comunità di Nereto: Il mancato rispetto delle tempistiche ha portato la ASL a rinunciare alla nuova struttura, scegliendo di ripiegare sull’attuale Distretto Sanitario e depotenziando di fatto il progetto iniziale riguardante la medicina territoriale”.

Per invertire questa rotta e porre un freno a questa catena di tappe al ribasso che indeboliscono i due comprensori, il Comitato propone di unire i due presidi sotto un unico DEA di I livello interaziendale.
“Questo modello organizzativo porterebbe a vantaggi concreti: complementarietà perché le due strutture ospedaliere metterebbero in comune le rispettive eccellenze, delineando insieme i requisiti di un DEA di I livello completo ed efficiente. Gestione dinamica delle risorse, perché il personale medico e infermieristico verrebbe impiegato in modo interscambiabile tra i due ospedali, adattandosi in tempo reale alle necessità del territorio”.

Il Comitato Civico rivolge un appello accorato e urgente alla politica locale, regionale e ai vertici della ASL di Teramo affinché questa proposta venga presa seriamente in considerazione. “Non si tratta solo di una soluzione d’emergenza per bloccare il declino dei due distretti, ma di una chiara visione lungimirante. Questo modello organizzativo rappresenta infatti il naturale ponte gestionale verso la realizzazione di un nuovo ospedale, che sostituisca i due esistenti, da costruire in una posizione baricentrica e a metà strada tra la Val Vibrata e Giulianova. Adottare subito il DEA di I livelli interaziendale permetterà di abituare la macchina sanitaria a lavorare in sinergia, traducendo un domani l’unione dei due presidi in un modello unitario anche dal punto di vista strutturale e logistico. La politica ha il dovere di fermare lo smantellamento dei servizi nei nostri distretti e trovare il coraggio di programmare il futuro della sanità pubblica”.

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