Ospedale Val Vibrata, la richiesta dell’assemblea: ripristinare le due Unità operative complesse
Scusate il ritardo: le parole del sindaco di Nereto diventano l'elemento attorno al quale proseguire la mobilitazione

Sant’Omero. Un provvedimento immediato: ripristinare le due Unità operative complesse di Ostetricia e Chirurgia e riequilibrare servizi e operatività dell’ospedale Val Vibrata che nonostante le innegabili penalizzazioni, continua a fare registrare numeri di assoluto valore.
E’ una richiesta chiara, non la sola, quella che emerge dall’assemblea pubblica sulla tutela dell’ospedale Val Vibrata e della sanità pubblica andato in scena venerdì sera, 6 marzo, nella sala polifunzionale del Comune di Sant’Omero.
Assemblea promossa dal Comitato civico guidato da Anna Pagnottoni, che riesce a calamitare attenzione e partecipazione, decisamente slegate da quelli che potrebbero essere potenzialmente delle posizioni ideologiche.
E lo conferma la platea dei sindaci, di quasi tutti i sindaci della Val Vibrata e lo confermano, in maniera particolare, le parole del sindaco di Nereto Daniele Laurenzi, che evidenzia una posizione decisamente chiara rispetto a quelle che sono le posizioni adottate dall’azienda sanitaria e dalla politica regionale. Elemento questo sottolineato da una nota diffusa dallo stesso comitato.
La serata. Nella sala polifunzionale erano in tanti a seguire la presentazione della piattaforma programmatica del Comitato, in parte illustrata nei giorni scorsi in Provincia. E i numeri, in questo contesto, a catalizzare le maggiori attenzioni. Sulla valenza dell’ospedale Val Vibrata e il disequilibrio, che appare consolidato, dei numeri della sanità teramana rispetto alle altre aziende abruzzesi, in fatto di numeri e di investimenti. In sala c’erano consiglieri regionali (Dino Pepe ed Enio Pavone), il presidente della Provincia Camillo D’Angelo e 8 sindaci della Val Vibrata, con in testa la presidente dell’Unione Cristina Di Pietro, presidente anche del comitato ristretto dei sindaci. (All’appello mancavano Tortoreto, Corropoli, Sant’Egidio e Ancarano). Il direttore generale della Asl, Maurizio Brucchi e la consigliera regionale Marilena Rossi, pur assenti, hanno comunque invitato una nota agli organizzatori.
Le richieste. Comitato e sindaci hanno rilanciato la necessità di rivedere quelle che sono le politiche sanitarie previste per l’ospedale Val Vibrata di Sant’Omero, con il ripristino delle due Uoc. E i numeri, se paragonati ad altre realtà territoriali, sono impietosi di come strategie e risorse e personale vengono distribuiti. Dai numeri dei posti letto, delle Uoc e dalle risorse destinate. E saranno percorsi i passaggi istituzionali necessari in questo frangente, facendo fronte comune tra i sindaci della vallata e il Comitato, che nato un anno fa, ha tracciato una strada che va seguita e accompagnata.
La nota del Comitato. A margine dell’assemblea, il Comitato ha diffuso la seguente nota.
Scusate il ritardo.” Tre parole che valgono più di molte dichiarazioni ufficiali. Le ha pronunciate il sindaco di Nereto, Daniele Laurenzi, aprendo il suo intervento all’assemblea pubblica di venerdì 6 marzo, organizzata dal Comitato Civico per la tutela dell’Ospedale Val Vibrata e della sanità pubblica. Un’assemblea affollata, partecipata, che ha segnato un passaggio politico importante.
Quel “scusate il ritardo” è un’ammissione significativa: riconosce la legittimità e la solidità di una battaglia portata avanti da un anno dal Comitato, in difesa di un ospedale e di un territorio che si sentono progressivamente abbandonati. E rompe un fronte istituzionale che fino ad oggi si era mostrato compatto nel difendere le scelte che hanno portato al declassamento dell’Ospedale Val Vibrata, con la soppressione delle Unità Operative Complesse di Ostetricia-Ginecologia e di Chirurgia.
Questo risultato non è casuale. È il frutto di un anno di lavoro sistematico: studio dei documenti, analisi di leggi e delibere, raccolta e comparazione di dati. Un percorso che ha portato alla stesura della Piattaforma Programmatica, presentata per la prima volta proprio in occasione dell’assemblea di venerdì e distribuita tra i presenti. Un manifesto che non si limita a denunciare, ma argomenta, dimostra e avanza richieste concrete alle istituzioni.
Al centro della Piattaforma c’è una questione strutturale: il sistematico squilibrio nell’offerta sanitaria tra le quattro ASL abruzzesi, con Teramo penalizzata in ogni parametro analizzato. L’Ospedale Val Vibrata non fa eccezione — anzi, subisce una penalizzazione ulteriore anche all’interno della stessa ASL, con l’ospedale hub di Teramo che progressivamente assorbe funzioni dello spoke vibratiano. Il caso dell’Ostetricia-Ginecologia, declassata da UOC a UOS e di fatto incorporata nella struttura del Mazzini, è l’esempio più emblematico.
L’assemblea ha registrato una partecipazione istituzionale significativa. Erano presenti i consiglieri regionali Pepe e Pavone, il presidente della Provincia D’Angelo, il presidente dell’Unione dei Comuni della Val Vibrata e sindaco di Civitella del Tronto Di Pietro, i sindaci di Sant’Omero Luzii, di Nereto Laurenzi, di Torano Ciammariconi, di Alba Adriatica Casciotti e di Controguerra Carletta, il vicesindaco di Colonnella Mirella Pontuti, il vicesindaco di Martinsicuro Monica Persiani, la presidente della CPO provincia di Teramo Erika Angelini altri amministratori e rappresentanze del territorio e dei sindacati.
Tra le istituzioni invitate e non presenti, il Comitato registra — con dispiacere ma senza polemica — che la maggior parte non ha ritenuto opportuno nemmeno inviare un riscontro all’invito. Fanno eccezione due interlocutori, la cui assenza è stata compensata da segnali concreti di apertura. La consigliera regionale Marilena Rossi ha comunicato la propria disponibilità a convocare un tavolo istituzionale che riunisca tutti i consiglieri regionali, il direttore generale della ASL e il Comitato. Il direttore generale della ASL di Teramo, Di Giosia, ha invece fatto sapere che terrà in debita considerazione le richieste e le osservazioni contenute nella Piattaforma Programmatica.
Il Comitato prende nota di tutto: delle presenze, delle assenze e dei silenzi.
Il Comitato è convinto che il ruolo dei sindaci — il loro impegno diretto e la loro capacità di denuncia pubblica — sia essenziale per invertire questa tendenza. L’obiettivo è un progressivo riequilibrio dell’offerta sanitaria regionale, che restituisca alla provincia di Teramo e al territorio vibratiano ciò che spetta loro.
Nei prossimi mesi il Comitato si proporrà come interlocutore attivo delle istituzioni coinvolte nella governance della sanità: a partire dai sindaci, ma anche di altri soggetti che, pur non intervenendo direttamente all’assemblea, hanno manifestato la volontà di aprire un confronto sui temi dell’Ospedale Val Vibrata e dell’intera ASL teramana.
La partita è aperta. E ora, finalmente, si gioca in più.








