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Game over Pescara: il Delfino retrocesso in C

PESCARA (4-3-2-1) Saio; Faraoni, Capellini, Bettella e Letizia; Olzer, Brugman e Valzania; Acampora e Insigne; Di Nardo. In panchina: Brondbo, Gravillon, Corbo, Altare, Lamine Fanne, Oliveri, Meazzi, Caligara, Graziani, Merola, Russo, Tsadjout. Indisponibili: Desplanches, Pellacani, Berardi, Cagnano. Allenatore Giorgio Gorgone.

SPEZIA (3-5-2): Mascardi; Mateju, Hristov e Bonfanti; Adamo, Beruatto; Romano; Valoti e Comotto; Lapadula e Di Serio. In panchina: Loria, Radunovic, Sernicola, Bertoncini, Vignali, Ruggero, Aurelio, Bellemo, Nagy, Artistico, Skjellerup. Allenatore: Luca D’Angelo

Reti: 10′ Faraoni, 73′ Artistico.

Arbitro: Daniele Doveri di Roma 1

Il Pescara certifica la propria stagione fallimentare e retrocede in serie C. Non tanto il risultato contro lo Spezia quanto la vittoria del Bari a Catanzaro a condannare la squadra di Gorgone al ritorno, dopo un solo anno, nella terza serie nazionale.

I biancazzurri vanno in vantaggio dopo 10 minuti: corner di Insigne, palla respinta dalla difesa ospite, Faraoni raccoglie e stoppa la palla e la infila tra le gambe del portiere spezzino. Poi poco e niente, con la mente ai risultati sfavorevoli che giungono dagli altri campi.

Nella ripresa, lo Spezia pareggia ma Doveri annulla il goal di Sernicola per fuorigioco di Bonfanti. La squadra di D’Angelo, però, pareggia comunque al 73′ con Artistico, bravo a deviare in porta lo scarico di Lapadula. Insigne, non in grande serata, era andato vicino al raddoppio al 58′ ma Mascardi è stato bravo ad opporsi con i riflessi sul tiro d’esterno in corsa del fantasista biancazzurro. Tutto, comunque vano per entrambe: regge la vittoria del Bari a Catanzaro per 3 a 1. L’Adriatico è raggelato: la curva Nord contesta con una grandinata di di petardi, cori contro la dirigenza e di fischi, soprattutto all’indirizzo di Lorenzo Insigne. Finisce in parità e con la retrocessione di entrambe.

Tra un andamento falsamente altalenante, la squadra di Gorgone ha occupato il fondo della classifica per gran parte della stagione. E la reazione degli undicimila dell’Adriatico al triplice fischio è una sentenza. Giustissima e sacrosanta.

 

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