Dipendente pubblico in carcere, “ora faro sui Comuni dove ha lavorato” VIDEO
Per chi indaga avrebbe modificato i mandati di pagamento a suo favore

I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Teramo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Luca Galeotti, funzionario contabile e responsabile dell’Area Finanziaria dell’Unione dei Comuni Monti della Laga. Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Teramo, Roberto Veneziano, prevede anche il sequestro del profitto del presunto reato, finalizzato alla confisca, anche per equivalente, di beni per un valore complessivo di circa 800mila euro.
L’indagine riguarda una presunta condotta di peculato che, secondo l’ipotesi investigativa, si sarebbe protratta dal 2020 al 2026. Il provvedimento cautelare è stato adottato dopo lo svolgimento dell’interrogatorio preventivo previsto dalla legge.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore della Repubblica Ettore Picardi e dal sostituto procuratore Stefano Giovagnoni, ha preso avvio da un esposto scritto presentato dal segretario generale dell’Ente. La segnalazione richiamava l’attenzione su una serie di anomalie contabili che avrebbero compromesso la regolare gestione finanziaria dell’Unione dei Comuni, causando ritardi e omissioni negli adempimenti amministrativi e impedendo l’approvazione di importanti documenti contabili.
Per verificare quanto segnalato, i finanzieri hanno esaminato numerosi dispositivi elettronici e informatici in uso all’indagato, insieme a una consistente mole di documentazione amministrativa e contabile. Determinante anche l’analisi dei dati registrati nel software utilizzato per la gestione economico-finanziaria dell’Ente, che avrebbe consentito di ricostruire le presunte modalità operative.
Secondo la ricostruzione investigativa, il funzionario avrebbe disposto a proprio favore l’autoliquidazione di somme non dovute attraverso l’alterazione delle voci stipendiali, il rimborso di spese non autorizzate e il riconoscimento di competenze inesistenti.
L’attività investigativa, supportata dall’analisi di un consulente tecnico nominato dalla Procura, ha riguardato l’esame dei singoli cedolini paga, dei relativi mandati di pagamento e degli accrediti sui conti correnti riconducibili all’indagato.
L’ipotesi degli inquirenti è che Galeotti intervenisse dapprima sulle competenze economiche a lui spettanti, modificandole a proprio vantaggio, per poi alterare gli importi riportati nei mandati di pagamento. In questo modo, le somme liquidate sarebbero state incrementate anche sensibilmente, passando da importi di poche decine di euro a cifre dell’ordine delle migliaia.
Il profitto complessivo delle presunte condotte illecite è stato quantificato in circa 800mila euro.
Le presunte irregolarità avrebbero avuto ripercussioni anche sulla posizione pensionistica e assistenziale del dipendente pubblico, oltre che sul calcolo del Trattamento di fine servizio (TFS), con conseguenti incrementi della base contributiva.
Per questi aspetti è stata trasmessa una segnalazione all’INPS, che sta procedendo alla rettifica della posizione previdenziale dell’interessato.
Secondo gli investigatori, la posizione ricoperta dal funzionario avrebbe consentito di operare con un ampio margine di autonomia. Galeotti disponeva infatti delle credenziali di accesso ai sistemi informativi dell’Ente, che gli avrebbero permesso di creare, modificare o cancellare documenti digitali nelle diverse fasi del procedimento amministrativo.
A ciò si aggiungeva l’abilitazione esclusiva all’inoltro dei mandati di pagamento alla Tesoreria dell’Unione, per il successivo accredito delle somme sui conti correnti.
Il sistema ipotizzato dagli inquirenti avrebbe inciso anche sul funzionamento amministrativo e contabile dell’Ente. Tra le criticità emerse figurano la mancata approvazione dei rendiconti di gestione relativi agli esercizi 2023 e 2024 e del bilancio di previsione 2026-2028.
Su questi aspetti le verifiche della Guardia di Finanza di Teramo sono ancora in corso. Gli accertamenti puntano a verificare la correttezza dei rendiconti delle annualità precedenti e a individuare eventuali ulteriori responsabilità penali e contabili, anche in capo a soggetti o organi pubblici incaricati delle funzioni di controllo.
Nella conferenza stampa di questa mattina, alla presenza del magistrato inquirente Stefano Giovagnoni, si è sottolineato come ora verranno puntati i fari sulle altre posizioni lavorative assunte dall’indagato, tra cui quelle nei Comuni di Campli e Pietracamela.
Presenti in conferenza stampa il comandante provinciale delle fiamme gialle, Vittorio Di Blasio, il maggiore Chiara Iale, a capo del nucleo di polizia economico-finanziaria.



