“Defibrillatori rimossi dalle sedi Tua di Teramo e Giulianova” FOTO
La denuncia dei sindacati

“Apprendiamo con sconcerto che presso le sedi TUA di Teramo e Giulianova sono stati rimossi i defibrillatori semiautomatici (DAE) precedentemente installati grazie al contributo del Fondo di Solidarietà dei dipendenti Arpa/TUA. I dispositivi erano stati donati nel gennaio 2022 dai lavoratori stessi, in un gesto di civiltà e responsabilità collettiva, con l’obiettivo di garantire un presidio salvavita fondamentale in caso di arresto cardiaco. Un’iniziativa che l’azienda aveva inizialmente accolto e formalizzato anche attraverso comunicazioni ufficiali”.
A denunciarlo la Filt Cgil, la Fit Cisl, la Uilt Uil e la Faisa Cisa.
“Oggi, invece, ci troviamo di fronte a una scelta incomprensibile e grave: i dispositivi vengono disinstallati, non sostituiti né aggiornati, ma rimossi. Gli apparecchi necessitavano di una manutenzione ordinaria, un intervento minimo rispetto al valore inestimabile della vita umana. Eppure si è scelto di non procedere, lasciando intendere che anche poche decine di euro possano pesare più della sicurezza dei lavoratori. In un contesto in cui si promuove la diffusione capillare dei defibrillatori nei luoghi di lavoro e negli spazi pubblici, TUA va nella direzione opposta: invece di aumentare le tutele, le riduce. Questa decisione solleva interrogativi pesanti: quale considerazione ha l’azienda per la salute dei propri dipendenti? È accettabile che dispositivi salvavita vengano eliminati senza alcuna alternativa?”.
I lavoratori denunciano “con sdegno la rimozione dei defibrillatori dalle sedi di Teramo e Giulianova, avvenuta senza alcuna motivazione ufficiale da parte della direzione. Nonostante le ripetute segnalazioni formali da parte dei lavoratori e delle Organizzazioni Sindacali per sollecitare la manutenzione e il ripristino dei dispositivi, l’azienda non ha mai fornito risposte concrete, arrivando infine alla rimozione degli stessi. È un atto incomprensibile, che calpesta la generosità dei lavoratori e riduce i livelli di sicurezza sul luogo di lavoro. Rimuovere un presidio salvavita invece di garantirne il funzionamento con una spesa minima è un segnale grave e inaccettabile. I lavoratori chiedono l’immediato ripristino dei defibrillatori nelle sedi interessate e l’attivazione dei piani di manutenzione previsti dalla normativa vigente, chiedendo inoltre un intervento delle autorità competenti per verificare il rispetto delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. La sicurezza non è un costo, la vita dei lavoratori è un diritto da difendere”.






