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Crollo Esselunga, imprese teramane a rischio processo

Chiuse le indagini sull'incidente che portò alla morte di cinque persone a Firenze

La procura della Repubblica di Firenze ha chiuso l’inchiesta relativa al cedimento di una trave all’interno
di un cantiere a Firenze per la costruzione di un nuovo supermercato della catena Esselunga, evento avvenuto il 16 febbraio 2024, cosa che portò alla morte di cinque persone, e al ferimento di altre tre.

Otto gli indagati, cinque persone fisiche e tre società, a cui vengono contestati a vario titolo i reati di omicidio colposo e lesioni personali, disastro doloro e una serie di violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro.

Oltre alle già note imprese di Atri, Rdb Ita e Italprefabbricati, con l’ex patron Alfonso D’Eugenio e il progettista Carlo Melchiorre, ovvero le società che progettarono e realizzarono la trave al centro delle indagini, secondo quanto scrive il quotidiano La Nazione, nei capi di imputazione notificati ieri dai pubblici ministeri Alessandro Falcone e Francesco Sottosanti, ci sono la Aep di Pavia e il suo rappresentante legale, Luca Dario Domingo Garini. Aep, Attività edilizie Pavesi, è la srl che ricevette l’incarico di eseguire l’appalto da La Villata, l’immobiliare di Esselunga proprietaria dell’area dove a Firenze un tempo c’era il Panificio militare.

Due professionisti de La Villalta rischiano il processo: l’ingegner Marco Passaleva, che nell’aprile scorso era stato raggiunto da una misura interdittiva che oggi non è più in essere, e l’ingegnere fiorentino Riccardo Papi, che aveva il ruolo, secondo le indagini di collaudatore in corso d’opere. Per i pm Falcone e Sottosanti le imprese incaricate di realizzare il prefabbricato all’interno dell’area di via Mariti non avevano la necessaria struttura per fare quel tipo di lavoro e avrebbero consegnato l’appalto “frettolosamente e senza potervi dedicare il personale e il tempo necessario ed adeguato anche a causa delle numerose e reiterate sollecitazioni provenienti dalla committenza e dall’appaltatore.

Oggi l’area di via Mariti dove avvenne il grave incidente sul lavoro il 16 febbraio 2024 è ancora sotto sequestro. Nell’incidente morì anche un operaio di Montorio al Vomano, Luigi Coclite.

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